Dai ragazzi una lezione di civiltà
Duecento studenti delle superiori in piazza per sensibilizzare i centesi contro la tratta di esseri umani
CENTO. Tutti insieme, 200 studenti in cerchio in piazza Guercino, per rompere le catene della schiavitù e per dire no alla tratta e al mercato degli esseri umani.
Con tanto di maglie e simboliche catene, striscioni e lo slogan “Con la tratta non si tratta”, gli studenti delle Taddia, del liceo Cevolani e dell’Isit Bassi Burgatti sono scesi ieri mattina in piazza, per spezzare idealmente quelle catene che, oggi nel mondo, tengono soggiogati 27milioni di schiavi. Ad accogliere nella piazza centese il “rumoroso piccolo esercito di studenti”, la presidente dell'associazione onlus Case degli Angeli di Daniele nel mondo, Nedda Alberghini: «Un evento inedito nato dai ragazzi, sempre più sensibili ai temi che toccano l'umanità. Promosso dalle classi 4ª Q e 4ª P delle Taddia, con l'insegnante Roberta Calzolari, all’iniziativa si sono aggregate classi del liceo Cevolani e dell'Isit Bassi Burgatti. E proprio partendo dalle loro scuole, i ragazzi si sono mobilitati oggi, 18 ottobre Giornata europea contro il traffico di esseri umani, per dire il loro forte e deciso no a questo vergognoso e ignobile fenomeno gestito dalla criminalità organizzata».
La motivazione nasce dagli incontri svolti la settimana scorsa con una vittima della tratta: «Una donna straordinaria e coraggiosa - sottolinea Alberghini - che ha raccontato la sua drammatica esperienza e i suoi progetti a circa 400 studenti delle superiori di Cento. È Isoke Aikpitanya, donna nigeriana arrivata in Italia nel 2000 per lavorare, ma ingannata e resa schiava dalle mafie nigeriana e italiana. È a lei, che con coraggio si è liberata dall'oppressione, che l'associazione ha conferito sabato scorso a Bologna, l'8º Premio Internazionale Daniele Po 2014».
Alla cerimonia d'onore, ha partecipato a sorpresa, il ministro degli Affari regionali M. Carmela Lanzetta: «Lei stessa - ricorda Nedda - nel 2013 ha ricevuto questo premio. E con le altre coraggiosi sindache resistenti alle mafie, è venuta a Cento, alla Fiaccolata contro le mafie, sempre organizzata dai nostri meravigliosi ragazzi».
Dagli articoli fondamentali della Dichiarazione universale dei diritti umani alla dura realtà odierna in cui la schiavitù continua ad esistere, i ragazzi sono scesi in corteo con uno scopo ben preciso: «Siamo in piazza in difesa dei diritti umani e della libertà, contro lo sfruttamento sessuale e del lavoro, la schiavitù per debiti, il mercato degli esseri umani. Con violenza, soprusi e abusi, le persone perdono i diritti e diventano merce. Gli schiavi sono anche in Italia, sotto i nostri occhi, 45mila donne sulle nostre strade. La prostituzione, un business per la criminalità organizzata, e un orrore che, grazie a noi, può cambiare».
Con loro, l'assessore Manderioli che ha incitato a «portare avanti ogni giorno la lotta contro la schiavitù» e la coordinatrice dell'iniziativa, Roberta Calzolari, che ha parlato del progetto scolastico che ha trasformato i ragazzi in «protagonisti di una manifestazione che vuole sensibilizzare l'opinione pubblica, smuovere le coscienze e rompere l'indifferenza. E quando i ragazzi si muovono, vuole dire che la scuola sta percorrendo la strada giusta».
Beatrice Barberini
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