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l’ex consigliere tassinari: ho atteso ore insieme a tante persone

«Incredibile odissea al pronto soccorso»

CENTO. «Sia dal punto di vista strutturale che gestionale, il pronto soccorso dell'ospedale di Cento non va. Gli operatori fanno miracoli, ma così non può andare avanti». A raccontare la sua...

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CENTO. «Sia dal punto di vista strutturale che gestionale, il pronto soccorso dell'ospedale di Cento non va. Gli operatori fanno miracoli, ma così non può andare avanti». A raccontare la sua esperienza, è l'ex consigliere comunale An-FdI e consultore nella civica di Corporeno, Roberto Tassinari. «A seguito di un infortunio sul lavoro - spiega Tassinari - giovedì mi sono recato in pronto soccorso a Cento. Erano da poco passate le 16, e la sala d'attesa era affollatissima. La gente, 25- 30 persone, senza contare i familiari, provenienti da Bondeno, Mirabello, Finale, Vigarano e oltre, era ovunque, anche nei corridoi. Molti stavano aspettando anche dalle prime ore della mattina. In più, le ambulanze continuavano a partire e arrivare, e sopra uno dei due medici in turno». Come riferisce Tassinari poi, in tanti «dopo ore di attesa, se ne sono andati, chi a casa per tornare il giorno dopo, come me, chi in altri ospedali. Impensabile che un ospedale come quello di Cento, punto di riferimento di tre province, possa riservare un trattamento simile agli utenti, anche a quelli con evidenti necessità». Il consultore difende poi il personale sanitario: «Gli operatori, davvero in numero ridotto rispetto alle esigenze, facevano l'impossibile, ma è evidente che i limiti si trovano non solo nella struttura, dove mancano spazi adeguati, ma soprattutto nell'organizzazione del Pronto Soccorso. Dispiace poi vedere - prosegue Tassinari - che la gente, comprensibilmente infuriata, se la prenda con il personale, che non c'entra e che sta facendo di tutto per dare risposte». Rimasto in sala d'attesa fino alle 22.30 («e c'era ancora gente»9, Tassinari è andato a casa ed è tornato giorno dopo, verso le 7: “Come me, tante persone sono tornate il giorno dopo. Ma una situazione simile, non può andare avanti così. È davvero inaccettabile». (b.b.)

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