L’Enel rinuncia alla riconversione della centrale
Il colosso energetico ha comunicato la propria decisione in un incontro a Venezia
PORTO TOLLE. Qualcuno plaudirà alla decisione, anche in territorio ferrarese; altri resteranno delusi per la mancata ricaduta economica che questa decisione avrà per il territorio: sta di fatto che Enel recentemente ha ufficializzato l’annullamento del progetto di conversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, che tanto in questi hanno ha fatto discutere. A pochi giorni dalla scadenza della presentazione della nuova documentazione, fissata per lo scorso 19 ottobre, per ottenere il parere ministeriale dalla commissione Via (Valutazione impatto ambientale), il colosso energetico ha comunicato, in un incontro a Venezia, la propria decisione primariamente ai tre sindacati Cgil, Cisl e Uil ed al sindaco di Porto Tolle, Claudio Bellan. La fumata nera di questo “eldorado” economico, che metteva sul tavolo investimenti per 2,5 miliardi di euro, migliaia di posti di lavoro ed il rilancio economico di quest’area, ha provocato la reazione del governatore veneto Luca Zaia, che ha chiamato in causa anche il governo, azionista di riferimento di Enel. Sta di fatto che, con questa decisione, crolla il progetto, presentato per la prima volta nel 2005 che avrebbe avuto considerevoli ricadute occupazionali sulla zona e che però aveva incontrato la contrarietà degli ambientalisti, tra cui Greenpeace, i cui attivisti scalarono, l'anno dopo, anche i 250 metri del camino dell'impianto per manifestare la loro opposizione. In ambito rodigino, e fattispecie dal primo cittadino di una Porto Tolle che si è vista sfumare questa chance, arriva la richiesta di un tavolo di concertazione tra il comune bassopolesano, la provincia, o meglio il nuovo ente che vi rimane, il Governo ed Enel.
Lorenzo Gatti
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