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Ghinelli (Avis): il sangue donato oggi è sicuro

Si è tenuto nei giorni scorsi al Centro Sociale Rivana Garden un convegno promosso dal Centro per la tutela dei diritti del malato presieduto da Giancarlo Crociani, per illustrare i contenuti della...

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Si è tenuto nei giorni scorsi al Centro Sociale Rivana Garden un convegno promosso dal Centro per la tutela dei diritti del malato presieduto da Giancarlo Crociani, per illustrare i contenuti della legge 114/2014 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 19 agosto. Una legge che ha aperto finalmente la strada all’erogazione dei rimborsi concessi ai pazienti infettati da trasfusioni di sangue contaminato.

Il provvedimento è giunto dopo una lunga battaglia civile durata oltre un decennio.

Gli avvocati Antonio Gatto e Angelo Ressa hanno sintetizzato i criteri definiti per poter accedere ai risarcimenti da parte di chi è stato danneggiato (la nuova legge prevede risarcimenti da 100mila euro che saranno erogati nel giro di alcuni anni).

Sull’argomento abbiamo interpellato il dottor Florio Ghinelli, responsabile sanitario dell’Avis regionale dell’Emilia-Romagna.

Chi sono i pazienti che potranno avere il risarcimento entro il 31 dicembre 2017 e quanti di questi sono residenti a Ferrara?

«Nella nostra provincia sono circa 220 i pazienti interessati. Sono persone che hanno contratto l'infezione per le epatiti da virus "B" o "C" e per l'HIV. La maggior parte presenta infezioni da virus "C" contratta con trasfusioni eseguite prima del 1989, anno in cui venne introdotto lo screening specifico. Pochi pazienti hanno contratto l'infezione da HIV, gran parte di questi contagiati da emoderivati importati, comunque prima del 1983. Per l'epatite "B" si risale addirittura ai primi anni Settanta».

Qual è il rischio attuale di contrarre un'infezione di HCV, HBV o HIV?

«I primi controlli erano eseguiti con metodiche immunoenzimatiche precise e sensibili, da molti anni tutte le sacche di sangue e di plasma sono controllate con metodiche estremamente sensibili (PCR - Polimerase Chain Reaction) che hanno praticamente annullato il rischio di contagio: si stima che possa essere a rischio 1 sacca di emoderivati su 800.000. In pratica a Ferrara potrebbe essere pericolosa una sacca ogni 40 anni».

Margherita Goberti

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