La Nuova Ferrara

Ferrara

la sperimentazione sugli animali

«Lo stabulario sarà il più moderno in regione»

Dopo la manifestazione di protesta dei gruppi animalisti parla il prof. Belluzzi (Unife)

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«Tutto il know how medico e chirurgico che ha reso possibile i trapianti di organo, salvando migliaia di vite umane, si è avuto grazie alla sperimentazione animale». Con queste parole inizia il dialogo con il professor Ottorino Belluzzi, presidente dell'Organismo per il Benessere degli Animali.

In seguito alla pacifica manifestazione che si è svolta in città contro la costruzione di un nuovo stabulario, alla quale hanno partecipato un migliaio di aderenti ad associazioni animaliste, abbiamo incontrato il professore per avere qualche chiarimento sulla sperimentazione che sarà condotta a Ferrara.

Il nuovo centro di ricerca che verrà realizzato da Unife, assicura Belluzzi, «sarà il più moderno dell'Emilia Romagna, basato su soluzioni avanzate miranti al benessere dell'animale e rispondenti alle richieste dell'Unione Europea, che, giustamente, detta in materia norme sempre più restrittive. La ricerca fondata sul modello animale ha permesso la cura di numerose malattie: oncologiche, neurologiche, cardiovascolari e infettive». Durante la conversazione, il professore mostra alcuni grafici che evidenziano - sottolinea - il miglioramento nella cura di alcune patologie e nella aspettativa di vita dei pazienti, il tutto - aggiunge - reso possibile proprio dalla sperimentazione animale.

Il roditore è il più utilizzato perché è l'animale con il sistema nervoso meno evoluto, per il quale i risultati ottenuti possono poi essere trasferiti all'uomo. I meccanismi biochimici e biomolecolari che sono alla base dello sviluppo di alcune malattie, infatti sono analoghi tra le due specie. Le associazioni animaliste spesso contestano che i risultati delle ricerche scientifiche condotte su animali possano essere estesi all’uomo. Belluzzi ci tiene a precisare che «l'autorizzazione alla ricerca sugli animali prevede un iter molto lungo e complesso, e che vengono accettati solo i progetti che rispettano tutte le norme in difesa degli animali usati a scopo sperimentale». La ricerca - ribadisce il docente di Unife - viene condotta seguendo linee-guida che massimizzano l'informazione scientifica, minimizzando la sofferenza animale e migliorando continuamente i protocolli sperimentali. Fa parte dell'affinamento dei protocolli «la riduzione del numero di animali utilizzati e la loro sostituzione ogni volta che questo risulti possibile e scientificamente giustificato, aggiornando continuamente le procedure per migliorare la loro condizione». Inoltre, conclude Belluzzi, è costante il controllo “tra pari”, la cosiddetta “peer review”, eseguita da esperti del settore, «che monitora costantemente il percorso della sperimentazione, a partire dalla sua stessa autorizzazione. In seguito, i risultati ottenuti e tutti i passaggi successivi sono sottoposti ad una severissima verifica. Se la sperimentazione animale venisse abolita, avremmo la replica del caso Stamina, che non è basato sul metodo scientifico e anziché partire dalla ricerca sull'animale, fa la ricerca direttamente sull'uomo».

Veronica Capucci

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