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dopo una trattativa non facile

Agricoli, intesa sul contratto Sì all’aumento salariale

«Dopo una trattativa non facile e in un contesto di crisi, è stato raggiunto un risultato soddisfacente che coglie elementi fondamentali, a partire dall'aumento salariale pari al 3,9% per il biennio...

23 ottobre 2014
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«Dopo una trattativa non facile e in un contesto di crisi, è stato raggiunto un risultato soddisfacente che coglie elementi fondamentali, a partire dall'aumento salariale pari al 3,9% per il biennio 2014-2015, in due tranche da 2,1% e 1,8%». Commentano così Fai, Flai e Uila il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai agricoli e florovivaisti con decorrenza 1 gennaio 2014.

«Su una retribuzione media di 1.300 euro mensili - spiegano i sindacati - si avrà a regime un aumento di circa 50 euro per quattordici mensilità; un risultato importante per la tutela dei redditi che, considerando il contesto di crisi e deflazione, porta un aumento reale nelle tasche dei lavoratori». Le organizzazioni fanno anche notare che è stata rafforzata la esigibilità dei Contratti Provinciali di Lavoro (Cpl) e che si prevede anche un percorso a livello regionale che ha l'obiettivo di armonizzare gli inquadramenti dei lavoratori previsti nei Cpl. Sono state definite indicazioni più precise al fine di favorire lo sviluppo della contrattazione legata agli incrementi della produttività aziendale a livello territoriale. In tema di welfare contrattuale è stato aumentato di un giorno il permesso per i padri in occasione della nascita e adozione dei figli.

È stato anche ottenuto un periodo di aspettativa oltre al periodo di comporto per i lavoratori affetti da patologie oncologiche. Il rinnovo vede l'inclusione anche dei lavoratori della manutenzione del verde.

Soddisfatte le associazioni dei produttori. «Agli operai agricoli è stata garantita la necessaria copertura contrattuale sia in termini di recupero del potere d'acquisto che di salario di produttività», commenta Coldiretti.

«Un’intesa equilibrata», ha aggiunto la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori.

«Un contratto coraggioso e innovativo, in cui le imprese hanno fatto la loro parte - è il parere di Mario Guidi, presidente di Confagricoltura - nonostante la perdurante congiuntura economica negativa, le incertezze sull'applicazione concreta della politica agricola comune, il quadro poco chiaro della prossima legge di stabilità».