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Stress test, Bpvi lo supera in extremis

di Marcello Pradarelli
Stress test, Bpvi lo supera in extremis

La conversione del bond da 253 milioni decisa sabato neutralizza la carenza di 223 milioni segnalata dalla Bce

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La Popolare di Vicenza è stata bocciata, ma è stata promossa. Le due proposizioni sono solo apparentemente in contraddizione. Forse sarebbe più corretto dire che la PopVicednza è stata rimandata dalla Bce, ma ha superato istantaneamente l’esame di riparazione presso Bankitalia senza nemmeno sostenerlo.

È vero infatti che la Popolare di Vicenza non ha superato lo stress test della Bce, secondo il quale in uno scenario economico particolarmente avverso alla banca vicentina mancherebbero 220 milioni di capitale per poter stare dentro i parametri della piena affidabilità. Ma già l’altro ieri - alla vigilia della pubblicazione degli stress test - PopVicenza era corsa ai ripari deliberando «l’irrevocabile conversione del prestito obbligazionario soft mandatory per 253 milioni di euro». Con questa contromisura, che diverrà esecutiva a maggio 2015, la banca vicentina è come se avesse già risposto alle obiezioni della Bce. Chi non ha superato lo stress test, deve infatti indicare i rimedi entro due settimane e poi ricapitalizzare nel giro di 9 mesi: il rimedio PopVicenza l’ha già deciso - la conversione del prestito è stata deliberata sabato 25 ottobre dal cda della banca - e alla corroborante conversione di maggio mancano sei mesi.

I risultati del Comprehensive assessment effettuato dalla Banca centrale europea hanno rilevato che, rispetto ai dati patrimoniali al 31 dicembre 2013 (il tempo zero) Popvicenza cadeva anche sull’Aqr, mancando di poco la soglia dell’8% relativa al CET1 ratio: la carenza misurata da Bce è di 119 milioni, che salgono a 158 nello scenario di base dello stress test, per arrivare a una carenza di 682 miliioni su scenario di stress test avverso (in questo scenario la soglia del CET1 ratio è del 5,5% e PopVicenza si colloca al 3,2%).

Grazie alle misure di rafforzamento patrimoniale perfezionate tra gennaio e settembre 2014, pari a 459 milioni, l’Aqr (analisi della qualità degli attivi) è tornato in eccedenza portandosi a più 340 milioni, e si è contratto da 682 a 223 milioni il dato dello stress test avverso. Ma anche questa carenza di 223 milioni è stata neutralizzata con la conversione del prestito obbligazionario di 253 milioni deliberata due giorni fa.

In virtù di questa operazione in extremis - alla quale fa riferimento un benedicente e assolutorio comunicato di Bankitalia - Popvicenza può vantare un’eccedenza di 30 milioni, scrollarsi di dosso lo stress ed evitare altre operazioni di patrimonializzazione. Che è quanto basta a PopVicenza per cantare vittoria. A distanza di neanche mezzora dalla pubblicazione degli stress test la banca ha diramato un comunicato di questo tenore: «Positivo per la Banca Popolare l’esito dell’esercizio di Comprehensive Assessment svolto dalla Bce in collaborazione con l’Eba e con la Banca d’Italia. Nonostante la severita dell’esercizio, non è emersa alcuna ulteriore esigenza di capitale per la Banca dopo le iniziative di patrimonializzazione già intraprese».

Il presidente Gianni Zonin aggiunge che ora PopVicenza «entra a pieno titolo nel ristretto club delle principali banche europee che ricadrà sotto la Vigilanza della Bce e che dovrà garantire standard di eccellenza».

Di Carife non si parla espressamente nel corposo comunicato di PopVicenza, ma il presidente Zonin lancia un messaggio che sembra tagliato su misura per la banca ferrarese e per la concorrenza: «D’ora in avanti si aprono nuove sfide, in un mercato sempre più allargato, nel quale la Banca Popolare di Vicenza vuole continuare a ricoprire un ruolo da protagonista per poter dare sempre maggiori soddisfazioni ai propri soci, ai propri clienti e ai propri dipendenti».

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