Alla Provincia mancano sei milioni
Maxi-taglio del 20%, da gestire 420 dipendenti con funzioni che ne richiedono un centinaio: via ai prepensionamenti
FERRARA. Il taglio inflitto dalla legge di Stabilità al bilancio della Provincia è secondo le prime stime di 5-6 milioni di euro, «misure difficilmente sostenibili - denuncia il nuovo consiglio provinciale in una nota ufficiale - L’opinione prevalente per il momento è di fare il possibile per salvaguardare l’esercizio delle quattro funzioni fondamentali stabilite dalla legge Delrio: strade, edilizia scolastica, ambiente e territorio.
Per gli altri compiti eventualmente delegati dalle Regioni a seguito della ricognizione in corso negli appena insediati Osservatori, se ne dovrà discutere di fronte a precise risorse. Nel frattempo - continua la nota della Provincia - è far quadrare i conti per il 2015».
Non è certo una preoccupazione peregrina, considerato che l’intero bilancio provinciale si basa su una trentina di milioni di euro, e che dall’inizio dell’anno prossimo, come ha riferito il presidente Tiziano Tagliani reduce dagli incontri romani ad un consiglio provinciale svoltosi a porte chiuse, saranno garantiti trasferimenti statali appena sufficienti a coprire le spese per le quattro funzioni Delrio.
Di vie d’uscita gli attuali inquilini del Castello ne hanno poche: quella ipotizzata, per ora, «è una ricognizione sulla dotazione organica dell’ente, al termine della quale valutare il numero dei dipendenti, sul totale dei 420 in servizio, in possesso dei requisiti pre Fornero per andare in pensione». Si potrebbe poi lavorare anche sulla ottimizzazione di funzioni come appalti, contratti, progettazione, informatica, acquisti e altri servizi amministrativi, tra Provincia e Comuni del territorio.
Fin qui le indicazioni uscite ieri dal Castello. Basta rivedere le analisi della precedente amministrazione, tuttavia, per trovare conferma piena delle attuali preoccupazioni. Sulle quattro funzioni Delrio, infatti, sono impiegati circa 100 dipendenti, tenendo conto anche della pianificazione urbanistica: le scuole superiori, tra l’altro, è previsto che vengano attribuite ai Comuni a partire dall’1gennaio 2016.
La possibilità di sfruttare gli anticipi pensionistici esiste effettivamente per una quarantina di addetti, il che potrebbe consentire un risparmio di 1 milione di euro. Il resto dei nuovi tagli, però, resterebbe scoperto e in queste condizioni la Provincia difficilmente sarà in grado di arrivare a fine 2015. Una prima spia delle difficoltà a gestire i servizi arriva dalla rete Interlibro, essenziale soprattutto per le piccole biblioteche comunali che sono in grado di mantenere un volume adeguato di prestiti solo attraverso il servizio di trasporto dei libri gestito appunto dalla Provincia. I primi a rimanere senza carburante sarebbero appunto i servizi culturali (chi garantirà la gestione del Castello?) e socio-sanitari, mentre si prefigura un problema complicato da risolvere sul fronte delle pratiche urbanistiche: tutte quelle vistate finora dalla Provincia rischiano di rimanere al palo.
Per questo motivo diventa cruciale un’accelerazione da parte della Regione, alla quale spetta appunto il compito di definire quali funzioni riprendersi e quali delegare di nuovo, con relative risorse, alle Province. L’Emilia però è al voto e difficilmente affronterà questo problema entro l’ann
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