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COMACCHIO

Danni ambientali, sequestrati 39 ettari

Marcello Pulidori
Danni ambientali, sequestrati 39 ettari

Prosciugati bacini d’acqua e spianati argini in un sito protetto nel Mezzano. Decisive le indagini della polizia provinciale

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COMACCHIO. Trentanove ettari di terreno posti sotto sequestro, due imprenditori (fratelli) denunciati per distruzione ambientale, 12mila euro di multa e la prospettiva di possibili altre sanzioni previste.

È questo il consistente bilancio di una indagine condotta, a partire da luglio, dalla polizia provinciale di Ferrara e che come risultato ha portato al sequestro dell’intera area (compresa all’interno delle Valli del Mezzano, in un territorio che ricade sotto il Comune di Comacchio), provvedimento chiesto dal pm Ciro Alberto Savino e concesso dal gip. Un sequestro che, per lo meno nella provincia di Ferrara, non ha precedenti.

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Va peraltro chiarito un altro aspetto dell’indagine e dei risultati ai quali ha portato: l’habitat naturale distrutto rappresentava un sito naturale di rilevanza europea, quindi un’area più che protetta. Una distruzione compiuta attraverso opere del tutto abusive come il prosciugamento di bacini d’acqua naturali, l’eliminazione di fossati di raccolta delle acque, la distruzione di argini naturali e il livellamento del terreno, con le nefaste conseguenze che ben si possono immaginare a carico dell’ecosistema. I fratelli imprenditori e titolari di un’azienda agricola sono R.A.C. e E.C. (queste le iniziali dei loro nomi).

Nel dispositivo del sequestro è inoltre inserita un clausola obbligatoria a carico degli stessi denunciati: il dissequestro è infatti subordinato al ripristino dei luoghi, in sostanza i due fratelli dovranno, a loro spese, ricomporre quell’habitat naturale nella sua originaria costituzione, e solo allora potranno tornare in possesso del terreno. Secondo una stima effettuata da alcuni addetti ai lavori, i quasi 40 ettari sequestrati dall’autorità giudiziaria avrebbero un valore di circa 800mila euro.

Ma al valore nudo della terra, in questo caso va aggiunto quello incalcolabile - e sempre in questo caso andato perduto - della fauna protetta e della vegetazione tipica, nonchè del complesso naturalistico devastato. Un complesso che fa parte, tra l’altro, della Rete Natura 2000, una grande ‘macchina’ per la difesa della natura e del suo ecosistema, in pratica il principale strumento della politica dell'Unione Europea per la conservazione delle bio-diversità. Il sequestro, al quale come ricordato sono accompagnate due denunce che contestano agli imprenditori il reato di distruzione di habitat all’interno di sito protetto, è avvenuto giovedì scorso ma soltanto ieri sono trapelate le prime indiscrezioni.

Zone, quelle deturpate da questa devastazione, che rivestono un inestimabile valore: basti pensare alle zone umide, al forte incremento nella presenza di specie animali protetti (soprattutto volatili), che qui fanno il nido per poi migrare.

Così come basta rammentare che, proprio per questi tesori, nel 1999 l’intera Valle del Mezzano è stata elevata a Zps (vale a dire Zona di Protezione Speciale) dall’Ue. Soddisfazione ha infine espresso ieri, raggiunto al telefono, lo stesso Claudio Castagnoli, comandante della polizia provinciale le cui indagini sono state decisive per giungere al sequestro e alle conseguenti denunce: «Questo provvedimento - si è limitato a dire Castagnoli - rappresenta un passaggio importantissimo nella direzione di una sempre maggiore salvaguardia del nostro ambiente e in particolare di zone altamente protette».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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