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Interviene il papà «Le autorità sanno tutto della vicenda»

Interviene il papà «Le autorità sanno tutto della vicenda»

COPPARO. Probabilmente non arriverà mai alcuna da parte dei responsabili dell’Assp di Copparo relativamente alla vicenda riguardante Giulia Patuzzi, la ragazza che contesta l’operato dei servizi...

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COPPARO. Probabilmente non arriverà mai alcuna da parte dei responsabili dell’Assp di Copparo relativamente alla vicenda riguardante Giulia Patuzzi, la ragazza che contesta l’operato dei servizi sociali circa la gestione del conflitto con la nuova moglie del padre. In realtà era stato preannunciato un documento nel quale veniva spiegata la situazione, a partire dal fatto che la ragazza per una sentenza del Tribunale avrebbe dovuto vivere con la madre a Canaro, dunque non nel territorio ‘seguito’ dall’Assp copparese. Ma, in realtà, questo non è avvenuto, perché padre e madre si erano poi accordati diversamente, sino ad arrivare all’ultima brutta disavventura, ovvero la ragazza compiuti i 18 anni si è trovata a non poter entrare a casa, perché erano state cambiate le serratura.

Ora sulla vicenda interviene il padre Luca Patuzzi, a precisare che il litigio che comportò l’intervento dei carabinieri, e in seguito la proibizione alla figlia di entrare in casa, fu proprio tra Giulia e la sua seconda moglie. «Io non ero neanche a casa – dice il padre - e sono arrivato dopo, avvertito telefonicamente di cosa stava succedendo. La situazione, deteriorata col passare dei giorni, era già da tempo segnalata alle autorità competenti: i servizi alla persona di Copparo, i carabinieri di Copparo e quelli di Tresigallo. L’esatta e inconfutabile verità è a disposizione degli organi competenti appena citati (che l’uomo ringrazia, ndr) e sono un punto fermo di questa spiacevole storia».

Patuzzi poi ammonisce Patrizia Mazzanti, amica della figlia e della madre Genny Latteniesi: «Chiedo gentilmente alle persone estranee alla verità dei fatti di non intromettersi nella già complicata situazione che sta vivendo la mia famiglia, al fine di non distorcere, travisare, calunniare qualsiasi notizia che non corrisponda a verità». Si minaccia la querela.

Fabio Terminali

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