«Siamo l’unica vera opposizione»
Innovazione in ogni settore, soprattutto nella sanità ferrarese
«Mi spiace per gli amici di Forza Italia, ma loro sanno bene che è così: l’eventuale eletto ferrarese di centrodestra in consiglio regionale, oltre ad Alan Fabbri se la coalizione dovesse arrivare seconda, sarebbe nostro e non loro». Mauro Malaguti ribalta di 180 gradi la certezza di Luca Cimarelli di pochi giorni fa. Nella condizione particolare di consigliere uscente e ricandidato per Fratelli d’Italia, ha fatto quattro conti: «La nostra esclusione a Ravenna incide solo per lo 0,15%; il seggio per la lista dovrebbe scattare tra Bologna, la provincia più popolosa, oppure tra Ferrara e Piacenza, le realtà dove siamo più forti». I giochi sono aperti dunque per il partito di Giorgia Meloni. Per il portavoce provinciale Paolo Spath, «i nostri pilastri fondamentali sono innovazione, competenza, passione e coerenza; alle elezioni siamo stati l’unica opposizione, altri fanno scelte all’insegna dell’utilità. E l’Emilia-Romagna deve rinnovarsi con coraggio». Anche perché l’avversario da battere resta il centrosinistra. In quanto a Fabbri, «ci conosciamo da tempo e condividiamo alcune battaglie, come la lotta all’immigrazione e la militanza sul territorio». Tra i votabili il 23 novembre, anche la centese Silvia Govoni (nipote dei noti fratelli Govoni), l’argentano Cesare Gaiani e l’avvocato codigorese Elisa Piffanelli. La sicurezza figura tra i temi bandiera, anche in questa campagna elettorale: «Solo la destra ha i cromosomi giusti per affrontare la questione, di sicuro non la sinistra con il suo buonismo», dice Malaguti. Mentre Gaiani, dopo evidenziato gli argomenti lavoro e agricoltura, sostiene che «gli extracomunitari dovrebbero beneficiare di case popolari e servizi solo in relazione alla loro quota di presenza sulla popolazione complessiva, altrimenti c’è razzismo alla rovescia». Impossibile dimenticare la sanità: «Pochi giorni fa siamo stati a Comacchio con la Meloni – ricorda Spath - serve una riorganizzazione del sistema regionale dopo cui i servizi funzionino davvero: Cona sta diventando secondaria, rispetto ad altri centri”. “Mentre Valle Oppio – interviene la Piffanelli – oggi è un contenitore; il denaro andrebbe destinato in un modo più razionale».
Fabio Terminali
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