Berco, sciopero di solidarietà con Terni
Copparo, i dipendenti Thyssen Krupp hanno incrociato le braccia per un’ora in seguito ai fatti di Roma
COPPARO. Le maestranze della Berco non hanno lasciato soli i lavoratori della fabbrica Thyssen Krupp di Terni, colpiti da centinaia di licenziamenti, per la decisione della casa madre tedesca e dell’amministratore delegato Lucia Morselli, che in precedenza aveva svolto lo stesso ruolo alla Berco di Copparo poi sostituita localmente dal manager tedesco Sven Arend. È stata proclamata un'ora di sciopero in modo unanime, per solidarietà e proteste contro le manganellate ed il duro intervento della polizia attuato contro i lavoratori delle Acciaierie Terni durante la protesta attuata qualche giorno fa a Roma.
«Non si poteva far finta di niente, e certe cose non dovrebbero più succedere, contro operai che protestano per difendere di questi tempi il posto di lavoro»; è il giudizio espresso in centro a Copparo da parte di alcuni cittadini e dipendenti della Berco.
A sua volta, sull'ora di sciopero svolto nello stabilimento copparese sempre di proprietà di Thyssen Krupp, interviene Riccardo Gallottini, segretario provinciale della Uilm (che con le altre organizzazioni i giorni scorsi aveva incontrato i dirigenti Berco sui temi del fatturato e della produzione): «L'ora di sciopero di solidarietà per i lavoratori della fabbrica di Terni era una decisione minima e sacrosanta da prendere: non si poteva restare indifferenti. Anche perché, a parte gli scontri con la polizia, le vertenze Berco e Terni sono molto simil per certi aspetti. È giusto che sindacati e lavoratori in questi casi siano uniti, poi invece, riguardo ad altre iniziative di sciopero vogliamo prima vedere gli aspetti complessivi del cosiddetto Jobs Act varato da parte del governo».
Franco Corli
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