Eterologa, doppio summit prima Ferrara poi Bologna
A giorni congresso nazionale sul tema in città e a metà mese incontro in Regione Marci: coppie ferraresi in lista in altre province, ora via gli ostacoli burocratici
Il congresso si intitola “Medicina della riproduzione” e il prossimo 7 novembre porterà a Ferrara ginecologi provenienti da molti centri pubblici e privati italiani, ricercatori universitari, biologi ed esperti con una prospettiva nazionale sulla materia, come Giulia Scaravelli, responsabile del Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita presso l'Istituto Superiore di Sanità. «In quell’occasione potremo mettere a confronto e illustrare le esperienze maturate in Italia facendo il punto sui tempi, sulle opportunità e sui problemi che frenano l’apertura delle strutture per l’accesso alla fecondazione eterologa», annuncia il professor Roberto Marci, direttore del Centro per lo studio dell’infertilità di coppia di Unife e del Sant’Anna. Marci sarà uno dei due presidenti del congresso oltre che un componente del comitato scientifico. Da quando la Corte Costituzionale con una sentenza emessa lo scorso aprile ha bocciato un’altra contestatissima norma della legge 40, per le famiglie italiane si è riaperta la possibilità di utilizzare gameti maschili e femminili donati da soggetti esterni alla coppia, un trattamento oggi riconosciuto tra le metodiche autorizzate per la procreazione assistita.
Si è riaccesa così la speranza di evitare i costosissimi e difficoltosi viaggi all’estero, per un intero decennio obbligatori per tutte le donne che intendevano sottoporsi al trattamento medico mentre la legge, ora cassata, impediva loro di rivolgersi al centro pubblico o privato della propria città o regione. In Italia sono pochissime le strutture che hanno già avviato l’attività con l’organizzazione di una banca per la conservazione dei gameti, la redazione di una lista d’attesa e i trattamenti in corso.
Firenze, come centro pubblico, è più avanti di tutti gli altri, ma - tanto per non spostarsi troppo da Ferrara - anche l’ospedale di Cattolica ha bruciato le tappe e al Sant’Orsola di Bologna sono state appena aperte le liste d’attesa. «Sappiamo che diverse coppie ferraresi si sono rivolte a Bologna o a Cattolica - spiega Marci - noi speriamo che al più presto possano essere rimossi tutti gli ostacoli burocratici che stanno rallentando l’apertura dei centri abilitati a svolgere il servizio». Quello del Sant’Anna, a Ferrara, assicura il docente, «è pronto. La dotazione di personale c’è (abbiamo i ginecologi e i biologi che servono) e siamo a posto anche per la banca dei gameti maschili. Per quelli femminili non abbiamo ancora l’autorizzazione». Lo scenario locale sarà più chiaro tra un paio di settimane, quando è previsto un summit in Regione al quale parteciperanno i responsabili dei centri per la riproduzione assistita e i dirigenti dell’amministrazione pubblica.(gi.ca.)
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