Interesse e stupore per il cuoco a 3,5 euro all’ora
Riceviamo dal presidente provinciale Fipe e presidente Nazionale Giovani Fipe questo commento al servizio che la Nuova Ferrara l'altro giorno ha dedicato a un giovane cuoco pagato 3,5 euro l'ora....
Riceviamo dal presidente provinciale Fipe e presidente Nazionale Giovani Fipe questo commento al servizio che la Nuova Ferrara l'altro giorno ha dedicato a un giovane cuoco pagato 3,5 euro l'ora.
Signor Direttore, ho letto con interesse e con vivo stupore le dichiarazioni anonime pubblicate venerdì sulle colonne del suo giornale e, quale Presidente Provinciale della più importante Federazione dei Pubblici Esercizi del territorio, la Fipe, mi sento di inviarle queste poche righe, per fare luce su un settore che è molto diverso da quello che viene descritto in quell’articolo.
Sia chiaro sin d’ora: lo sfruttamento lavorativo, il lavoro nero, il lavoro sottopagato è una piaga del nostro Paese, frutto soprattutto di politiche sbagliate e di un costo del lavoro inadeguato rispetto ai tempi che stiamo vivendo, e non riguarda solamente il settore dei Pubblici Esercizi, ma è purtroppo trasversale alle tipologie di esercizio commerciale e alla zona di provenienza.
Tuttavia, il nostro settore, quello dei ristoranti, dei bar e di tutte le variabili ad essi collegate, muove un mercato di 72 miliardi di volume d’affari, coinvolgendo 270 mila imprese e 1 milione di occupati sull’intero territorio nazionale e, a livello locale, è uno dei pochi settori a mantenere saldi i numeri dell’occupazione e ad incrementare il numero di nuove imprese costituite.
Se, quindi, come afferma, generalizzando, questo anonimo lavoratore (che pure avrà le sue ragioni) che “a Ferrara funziona così”, probabilmente non è a conoscenza di quante persone vivono grazie a questo settore e non lo abbandonano, perché pagate secondo quanto scritto nel Contratto Nazionale Collettivo, e quanti bravi imprenditori, nonostante la crisi, continuino ad investire nei Pubblici Esercizi e sulla formazione del proprio personale.
Matteo Musacci
Signor Musacci, comprendo la tutela del settore che lei rappresenta. Ma quella da noi raccolta non è una fotografia del comparto della ristorazione, bensì una storia. Piccola, drammatica, singolare, buona per far luce su realtà sotterranee e sfuggenti.
E mi creda, l'anonimato è il salva-vita (salva-occupazione) di questo giovane cuoco da 3,5 euro l'ora. Certo è generalizzante quel "a Ferrara funziona così". Proviamo a traslitterare? "In Italia funziona così". La causa è il sistema, l'effetto è la sfiducia di una generazione. (st.sc.)
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