Provincia, allarme rosso sugli esuberi
I sindacati ‘convocano’ il presidente Tagliani: i prepensionamenti sono un problema. Vietate decine di uscite volontarie
FERRARA. Suona l’allarme rosso per i 420 dipendenti dell’amministrazione provinciale e i sindacati si mobilitano. Con la voce carica di amarezza, perché «sono quasi due anni che denunciamo i rischi della riforma delle Province - dice ad esempio Natale Vitali, della Fp Cgil - ma siamo ugualmente arrivati a questo punto».
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Il punto è quello illustrato l’altra mattina, in una riunione di consiglio provinciale chiusa al pubblico, dal presidente Tiziano Tagliani e dai contabili dell’ente, che hanno predisposto le prime proiezioni dell’impatto dei nuovi tagli della legge di Stabilità sul bilancio dell’ente. I 5-6 milioni in meno che lo Stato lascerà sugli introiti di tasse e imposte, su di un bilancio che non supera i 33 milioni di euro, rendono di fatto impossibile la copertura delle spese 2015, considerato che il trasferimento di funzioni e dipendenti a Regione e Comune restano un’incognita nei tempi e nelle dimensioni.
Tagliani ha già ipotizzato di attivare lo strumento soft dei prepensionamenti, con la conseguente dichiarazione di “stato di eccedenza” di personale, ma i sindacati nutrono molti dubbi. «Chiederemo al più presto un incontro, visto che il presidente non ha ritenuto opportuno convocarci di sua iniziativa, ma i prepensionamenti ci sembrano una fuga in avanti - ragiona Vitali - Per dichiarare lo stato di esubero bisogna bloccare il turn over per 5 anni, e già questo crea problemi. I requisiti pre-Fornero sono almeno 35 anni di servizio, ma un’emorragia di personale lascerebbe sguarniti molti servizi essenziali. Gli eventuali traslochi, poi, sono complicati dal fatto che ben 200 dipendenti non sono legati a funzioni specifiche».
Sabrina Cerini (Fp Uil) conferma i conteggi già effettuati dalla precedente amministrazione sui possibili prepensionamenti, «anche a noi risultano una quarantina, ci sono però diverse ricongiunzioni in atto», lanciando avvertimenti agli amministratori: «Il clima non è sereno tra i dipendenti, basta scorrere certe chat nelle quali peraltro si legge di tutto. E le prime mosse di Tagliani non aiutano, visto che al blocco della mobilità esterna, già in essere, si è aggiunto lo stop di quella interna, con poche eccezioni su situazioni specifiche. É tutto fermo, in sostanza, da un anno e mezzo, mentre almeno una ventina di dipendenti in questo periodo avrebbero potuto lasciare volontariamente l’ente. Oggi ci troviamo così a fare tutto il lavoro in due mesi». La più recente dichiarazione di non eccedenza di personale risale al 4 marzo scorso, e venne giustificata dalla giunta poi decaduta con la necessità di non sguarnire i servizi, in una fase di transizione.
In ogni caso, tutti sono consapevoli che la manovra sul personale non basterà a pareggiare i conti. Vitali, quindi, appoggia l’altra idea di Tagliani di mettere in rete con i Comuni funzioni come appalti, contratti, progettazione, informatica e acquisti: «Lo diciamo da tempo, ora però bisogna passare all’azione. La politica non può restare silente di fronte a questi processi, basti pensare che anche le città metropolitane non sanno come fare». E la Regione è bloccata dalla campagna elettorale.
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