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Provincia, i dipendenti servono ancora

Provincia, i dipendenti servono ancora

Il vicepresidente Rossi dopo i dubbi sindacali: prepensionamenti volontari, molte professionalità utili alle Unioni comunali

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Cautela. É questa la parola d’ordine che sembra prendere piede nella vertenza sui dipendenti della Provincia, dopo le reazioni sindacali negative alle prime ipotesi di prepensionamenti massicci. «Stiamo verificando i requisiti, dove esiste la possibilità e i dipendenti sono d’accordo si potrà fare qualche prepensionamento. La sfida più grande, però - è la presa di posizione di Nicola Rossi, sindaco di Copparo, in veste di vicepresidente della Provincia - è di verificare in che modo utilizzare al meglio le figure professionali presenti all’interno della Provincia». L’accento della ormai imminente vertenza («convocheremo i sindacati non appena avremo il quadro preciso dei numeri» è la risposta di Rossi, principale collaboratore del presidente Tiziano Tagliani), tende quindi a spostarsi dall’esigenza di risparmiare il più possibile sul personale, a seguito del taglio di 6 milioni di euro dal budget 2015, attraverso una raffica di prepensionamenti, alla ricerca di possibili ambiti d’impiego sostitutivi delle molte funzioni sottratte al Castello a partire dall’1 gennaio. Possono essere coinvolte le Unioni dei Comuni? «Assolutamente sì - è la risposta convinta di Rossi - Nel nostro territorio questi nuovi strumenti si stanno moltiplicando, ma incontrano difficoltà perché nel frattempo continua lo svuotamento delle funzioni dei Comuni. Così esistono Unioni che non hanno funzioni di base, come lo staff. La cosa positiva di questa riforma delle Province è che in Castello siamo tutti sindaci, conosciamo bene le situazioni sul territorio e siamo in grado d’intervenire in fretta sui bisogni».

Si tratta di una strategia in parte obbligata, in quanto anche applicando al massimo i requisiti pre-Fornero, in Castello si potrebbero toccare i 40 prepensionamenti, con un risparmio annuo ipotizzato di 1 milione di euro: troppo poco per ammortizzare i tagli della legge di Stabilità. Attivare la procedura di esubero, inoltre, comporterebbe bloccare il turn over nell’ente per 5 anni, cosa che i sindacati vedono come fumo negli occhi. «Bisogna comunque inventarsi qualcosa, perché siamo in una situazione non convenzionale che nei prossimi due anni dovrebbe essere azzerata, con la cancellazione delle Province prevista dalla legge Delrio - è la riflessione conclusiva di Rossi - Non sappiamo ancora, tra l’altro, le funzioni che la Regione deciderà di tenere in capo alla Provincia. Meglio quindi puntare sul mantenimento di funzioni e personale in grado di supportare le Unioni comunali». Se questa sarà la “missione” principale dei 420 dipendenti del Castello, resta da capire chi tirerà fuori i soldi per gli stipendi.

Stefano Ciervo

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