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Elezioni regionali, queste sconosciute

Elezioni regionali, queste sconosciute

Indagine al mercato ambulante di Ferrara. "Alle urne fra tre domeniche? Mi è sembrato di sentirlo dire, ma adesso che me lo conferma ci credo davvero". "Non mi chieda cose difficili. Vedro di informarmi che se a dire il vero non ho una grande spinta"

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FERRARA. Domenica 23 novembre si vota per le elezioni regionali, ma in giro non tira aria da appuntamento con la storia. Gli appelli dei candidati devono ancora prendere piede, la caccia alle preferenze anche, dei volantini nella buchetta nessuna traccia. Non ci si può sorprendere quindi se sono numerosi i cittadini disinformati, una quota che si somma ai disinteressati, categoria già ben ingrossata negli ultimi tempi.

In piazza Travaglio è giorno di mercato e quel che va per la maggiore sono le offerte sulle bancarelle. «Tra tre domeniche si vota? Sì, mi è sembrato di sentirlo dire: ora che me lo conferma lei ci credo», risponde Luana Rossi, pensionata sulla sessantina. Invece Loris Sonzogni, artigiano, cade letteralmente dalle nuvole: «Ma davvero? Guardi, io e la politica non andiamo molto d’accordo. Le Regioni poi sono una fonte di spreco e sarebbero da rivedere. Non so se andrò alle urne: per il momento sono più per il no». Paola, in pensione da qualche anno, con un passato da impiegata nel pubblico, sta ramazzando tra un cumulo di abiti. «So che ci sono le elezioni tra poco – spiega senza peraltro mollare l’occhio dai vestiti -, la data giusta però me l’ha ricordata lei ora. Difficile stare dietro alle notizie. In Italia del resto si vota quasi ogni mese». Non mancano i “primi della classe”, quelli che assimilano i notiziari a spron battuto.

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Come Giuseppe Fabbri, “professione” nonno: «Certo, il 23 novembre, eccome no. Molti dicono di non saperlo, ma secondo me fanno finta. Anche se la politica ha stufato molto noi cittadini e c’è molto del giusto in questo atteggiamento». Pure Paolo Vandelli, agente di commercio sulla quarantina, ha messo idealmente sul proprio calendario la data delle elezioni; tuttavia scivola quando lo si interroga più a fondo. «C’è un candidato ferrarese alla presidenza della Regione? Uhm, mi pare di sì: Paolo Calvano?». No, guardi, è il sindaco di Bondeno Alan Fabbri. «Ah, beh, aveva detto ferrarese… Mi vuol prendere in giro?». La pensionata Jole invece cade – in fondo, peccato tutto sommato lieve - sulle motivazioni del voto anticipato di quasi un anno rispetto alla scadenza naturale: «Mi ci faccia pensare un attimo – premette -. C’entra il vecchio presidente, quello di prima: credo sia indagato». Per la precisione, signora, Vasco Errani è stato condannato in primo grado per falso ideologico e perciò si è dimesso dalla carica. «Dai, più o meno è quel che avevo detto io», sorride la donna.

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L’Oscar del rigetto va a Nando Lo Buono, che sta accompagnando la madre al mercato lungo via Baluardi: «Non mi interessa, sono tutti uguali: è da qualche anno che non voto più e non voglio sapere quando ci sono le prossime elezioni. Tanto non cambia mai niente». Buio fitto dalle parti di Pietro Govoni, pensionato: «Non leggo i giornali, non mi chieda cose difficili. Vedrò di informarmi comunque, anche se non ho una grande spinta veramente: chiederò a mio nipote, lui sa tutto». Non facilita le cose il fatto che le consultazioni si tengano in una stagione inconsueta, quasi a fine novembre. «Vedrà – prevede Loris Tosi, commerciante, che sapeva dell’appuntamento – che andrà poca gente a votare. La politica è arrivata ai saldi finali». Quasi come sulle bancarelle. «Venghino signori, venghino».

Fabio Terminali

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