«Fiaccolata per far luce sulla sua morte»
Goro si mobilita il 15 novembre perché il caso di Willy Branchi venga riaperto dopo 26 anni. Stasera assemblea in Comune
GORO. «Chi ha ucciso Willy? Forse non lo sapremo mai, ma non possiamo certo arrenderci». La morte di un familiare toglie il sonno. Se poi questa avviene in circostanze poco chiare, per i parenti della vittima la vita può diventare un inferno. È quanto è successo, e sta succedendo, alla famiglia di Wilfrido Branchi, il giovane di Goro trovato morto il 30 settembre del 1988. In realtà è l’intera comunità che chiede giustizia, che vuole capire tanto che a distanza di ventisei anni non solo se ne parla ancora, ma tutto potrebbe in qualche modo “ricominciare”. A partire da oggi, alle 18 nella sala consigliare del Comune dove l’assessore alla Pubblica istruzione Elisa Viviani, il consigliere Andrè e la famiglia rappresentata dal fratello Luca Branchi, invitano la cittadinaza a partecipare all’assemblea pubblica così da organizzare una «fiaccolata per Willy». Lo scopo è quello di sensibilizzare le associzioni che operano sul territorio, così come le istituzioni così da tenere sempre accesa la luce sulla vicenza già troppo buia per diversi motivi. L’intenzione è quella di scendere per strade e piazze il prossimo 15 novembre e lo slogan scelto, non a caso, è “Goro stai con Willy”. La partenza è fissata alle 18 al Parco “Willy Branchi” in via Barchessa, intitolato proprio al ragazzo per non dimenticare. «È importante essere presenti - dicono gli organizzatori - perché è fondamentale il contributo di tutti per l’organizzazione dalla manifestazione».
«Chiediamo tutti insieme di riaprire le indagini, di gridare a gran voce che la famiglia Branchi ha diritto ad un po’ di giustizia - vanno avanti gli organizzatori - Un ragazzo di 18 anni (questa era l’età di Willy al momento della morte) ucciso in maniera barbara non può vedere l’archiviazione delle indagini, la famiglia ha diritto di sapere ed è anche giusto che venga rotto il muro di omertà». Il corteo potrebbe anche aprirsi con la foto di Willy così come trovato quella orribile mattina. Un’immagine forte, ma che potrebbe servire a far capire che si deve andare avanti. «Il lavoro fatto dagli inquirenti è stato eccellente - aveva dichiarato il fratello Luca - Non ho nulla da rimproverare a nessuno. Probabilmente un fatto del genere, se succedesse adesso, non rimarrebbe impunito».
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