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Il corpo trovato in un campo Ucciso in maniera brutale

Il corpo trovato in un campo Ucciso in maniera brutale

GORO. A distanza di ventisei anni, è ancora senza un volto e senza un nome il responsabile dell’omicidio di Wilfrido Branchi conosciuto da tutti come Willy. Era un venerdì quel 30 settembre del...

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GORO. A distanza di ventisei anni, è ancora senza un volto e senza un nome il responsabile dell’omicidio di Wilfrido Branchi conosciuto da tutti come Willy. Era un venerdì quel 30 settembre del 1988, mattinata mite di inizio autunno, Miles Massarenti esce dalla sua casa colonica, in compagna del cane, tra il cimitero e il centro abitato di Goro. Due passi per arrivare a ridosso dell’argine del Po, l’agitarsi del cane lo porta nel punto preciso dove giace il corpo senza vita e svestito di un giovane, mentre le urla richiamano sul posto la moglie Egle Scarpa, e altre persone. Poi, con l’arrivo dei carabinieri e degli operatori della medicina legale, danno un nome a quel corpo brutalmente assassinato con violenti colpi alla testa, e probabilmente finito con un colpo d’arma da fuoco. Allora si parlò di una pistola. È il diciottenne Wilfrido (Willy) Branchi. L’incredulità è totale: non era possibile che quel ragazzo dalla personalità ingenua e cristallina fosse stato ucciso in una maniera così feroce. Un paese completamente sotto choc per un fatto di una gravità inaudita: a nessuno passava neanche per l’anticamera del cervello che a Goro potesse succedere una cosa del genere. Per quell’orrendo delitto non pagò nessuno. I sospettati di allora, infatti, furono scagionati con formula piena, e il rimorso rimane a distanza di 26 anni.

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