«Il porta a porta da noi non può funzionare»
Comacchio, è partito ieri il nuovo servizio di raccolta differenziata in centro A essere perplessi sono soprattutto i titolari di ristoranti e pescherie
COMACCHIO. Una novità con tante ombre e poche luci, quella che è arrivata in centro storico a Comacchio ed al quartiere Raibosola, con la raccolta differenziata porta a porta che è partita ieri. Le ombre di questo nuovo servizio sono le perplessità ed un malcontento della gente che guarda con timore al futuro dei rifiuti prodotti dalla cittadina lagunare. Lamentele e perplessità anche da parte di chi ha grosse attività di pescheria. «Secondo me per le attività come quelle di pescheria - sottolinea Giancarlo Cavalieri, della pescheria Trepponti - andava fatta una cosa diversa. A me sono state consegnate due gabbie di metallo per i cartoni ed un bidone giallo per la plastica e le lattine, ma io penso alla grande quantità di scatole di cartone e polistirolo che quotidianamente utilizziamo e dobbiamo buttiamo, che dovrebbe essere smaltita due volte al giorno». Un servizio che rispecchia un grande senso civico, anche se servirà molta pazienza è questo il commento principale espresso da Alberto Ghisoni, Antonello Danieli, Eleonora Donegaglia e Davide Buzzi. «Area ed amministrazione comunale - sottolinea Buzzi - devono mettere in campo un servizio che sia efficiente e soprattutto che sappia ascoltare». «Una tipologia di servizio che sarà sicuramente utile - sottolinea Ghisoni - anche se sono convinto che non sarà una cosa facile e digeribile all’istante». Contrari, perplessi e poco fiduciosi, ma che rispecchiano la maggior parte del pensiero dei cittadini comacchiesi quello espresso da Giuseppe Sambi, Paolo Podetti, Maria Giovanna Ferroni ed Annalisa Luciani. «Rivogliamo i nostri bidoni, come prima - sottolineano i cittadini comacchiesi - e poi l’umido deve essere ritirato tutti i giorni, non due o tre volte a settimana. Forse non ci si rende bene conto degli odori, del fatto che cani e gatti possono rompere i sacchetti, rovesciare i bidoncini. Noi andavamo bene con i bidoni grandi di diversi colori. Perché cambiare una cosa che funzionava per una che molto probabilmente porterà disagi all’intero centro storico. Era meglio potenziare i bidoni che già c’erano, magari creare delle aree apposite dove metterli e noi portavamo là i nostri rifiuti, con i nostri tempi, in base alle nostre esigenze, senza lasciare nulla per strada fuori dalla porta».
Maria Rosa Bellini
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