Quali start up dopo Unife? Le metto in borsa e in mostra
Il modello 3AG è il frutto della creatività in uscita dal Dipartimento di Architettura Accessori come progettazione grafica, ricerca e studio delle materie prime
Ferrara continua a stupire, specialmente chi passeggia in questi giorni davanti alle vetrine di alcune boutique cittadine e magari non si rende conto che gli accessori esposti provengono anche dalle energie dell'Università di Ferrara, in particolare dal Dipartimento di Architettura.
Il progetto 3AG è nato nel settembre 2012 in un atelier a Casumaro, dall'estro e dall'esperienza del designer Pietro Baraldi e del grafico Matteo Vallini. «È nato - ha spiegato Baraldi - dopo la laurea, quando abbiamo deciso di partecipare a un bando veneziano, l'Open Design Italia, orientato all'ottimizzazione delle risorse a disposizione del produttore». L'idea altamente flessibile, non a caso, si fonde alle logiche ambientaliste di riciclo e recupero di determinati prodotti e sta nella sperimentazione di forme dalla piega di scampoli di plastica, gomme e vari altri materiali.
«La forma grezza iniziale - Baraldi è sceso nel dettaglio - era molto interessante, ed è stata affinata in modo da ottenere un oggetto semplice, ma al tempo stesso gradevole, che avesse una funzione pratica». Il processo costruttivo è elementare: la bag si ottiene da un unico pezzo ritagliato e si assembla senza bisogno di cuciture, bottoni o cerniere. «Quelli che sono limiti, tra cui monomatericità, misure e lavorazione ridotta, diventano fonti di ispirazione, sfide per sfruttare la materia nella sua complessità. E il risultato rispetta alcuni dei fondamenti di grandi artisti del design contemporaneo».
Senza dubbio il primo è Hans Hofmann, per il quale «la capacità di semplificare significa eliminare il superfluo, in modo che la parte necessaria possa parlare»; e in coda Ferdinand Porsche, che sosteneva: «Il design deve essere funzionale, e la funzionalità va tradotta in estetica, senza inutili fronzoli». La settimana scorsa, inoltre, è stata inaugurata nelle sale di Palazzo Tassoni, in via Ghiara, la mostra tematica “Basic sustainable bag design”, proprio sotto la guida di Baraldi e Vallini, oltre che del docente Iacopo Piccione. Una raccolta dei più significativi progetti realizzati dagli studenti dell'omonimo laboratorio universitario per l'esercitazione finale, dedicata all'ideazione di una borsa con i principi dell'equo-sostenibilità.
La sua natura minimale fa della bag 3AG una base su cui sperimentare svariati abbinamenti, in maniera da declinare il prodotto secondo i più diversi stili.
Si immagini uno strumento musicale e le potenzialità di inventare nuovi suoni che evochino diverse atmosfere, classiche, romantiche, elettroniche, rock: «Questo approccio - ha ripreso Baraldi - ci ha spinti a immaginare anche un packaging originale. Per le bag, che nascono piatte, bidimensionali, con lo stesso ingombro di 12x12 pollici del disco in vinile abbiamo, perciò, pensato si potesse inserirle in una custodia per 33giri, che lascia ampio spazio a motivi esterni, e ne facilita la spedizione e l'imballaggio».
Oltre alla volontà di dare spazio a illustratori e street artist del territorio per realizzare serie decorate a tiratura limitata, 3AG è in continuo divenire e si avvale di competenze e percorsi professionali complementari, che vanno dalla consulenza d'immagine alla promozione, dall'architettura al design, appunto, dalla regia video al marketing virale.
«Ancora non siamo una start-up, bensì abbiamo lavorato in modo “tradizionale”, investendo del nostro e reinvestendo i guadagni in brevetti e materie prime. Sebbene ci siano state delle proposte di produzione, siamo pignoli - ha concluso scherzando il designer - e vogliamo perfezionare ulteriormente ciò che offriamo al pubblico».
Le bag sono state lanciate sul mercato in occasione del White Milano Women’s & Accessories 2013.
Successivamente al Fuori Salone a Milano, al Bread&Butter di Berlino a luglio, alla Fashion Week di settembre al Super di Milano, e ad altri eventi legati alla moda. Sono state esposte, invece, all'Open Design Italia a Venezia, al Museo Enzo Ferrari di Modena, al Maxxi di Roma, alla Venice Design Week. E attualmente sono presenti in 27 negozi di tutto il Paese.
A differenza di altri marchi, ciascun passaggio è Made in Italy, dalla scelta dei materiali all'assemblaggio, dal disegno alla promozione. Rigorosamente fatto qui.
Matteo Bianchi
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