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«Test da rifare. Ministro, siamo inferociti»

«Test da rifare. Ministro, siamo inferociti»

Sono inferociti gli ‘aspiranti specializzandi’ che a causa di uno scambio nei test somministrati ai candidati del concorso nazionale per l’ingresso nelle Scuole di specializzazione, dovranno rifare...

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Sono inferociti gli ‘aspiranti specializzandi’ che a causa di uno scambio nei test somministrati ai candidati del concorso nazionale per l’ingresso nelle Scuole di specializzazione, dovranno rifare il test. Una rappresentanza dei laureati in medicina ieri è venuta in redazione ad illustrare «alcuni degli effetti che ricadranno su di noi». La prova bis coinvolgerà oltre 11mila candidati a livello nazionale che dovranno riaffrontare l’esame sui quiz ‘invertiti’. «Innanzitutto - hanno commentato i laureati giunti in redazione - un esito diverso della prova avrà effetti anche sugli altri candidati non interessati alla ripetizione del test, perchè inciderà sulle prime e sulle seconde scelte che vengono espresse dai candidati. Qui c’è in gioco il nostro posto di lavoro (la borsa di studio) non solo un titolo». Poi ci sono «i problemi logistici, perché molti candidati sono dovuti rientrare nella regione di residenza per fare il test, percorrendo centinaia di km e ora dovranno tornarci». Uno dei medici («anche senza specializzazione siamo comunque abilitati a svolgere alcune funzioni») ha contestato l’organizzazione della prova: «Ci siamo preparati con un percorso di studi improntato al vecchio concorso, inoltre non avevamo a disposizione una bibliografia. Sono stati anche rifatti i criteri dei punteggi e molti candidati si sono ritrovati con punti decurtati (la laurea ad esempio ora vale solo un punto)». Critiche anche alla «non congruenza delle sedi, delle commissioni e della preparazione dei commissari», mentre qualcuno «è riuscito anche a usare il tablet (vietato) durante l’esame. È mancato un controllo tempestivo da parte del ministero».

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