La Nuova Ferrara

Ferrara

seduta movimentata a palazzo municipale

Urla tra Rendine e Facchini, consiglio sospeso

Il presidente Calò riporta la calma: brutta figura. Abusivi, sì ai controlli nei parcheggi

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Gazzarra in Consiglio comunale con seduta temporaneamente sospesa da parte del presidente Girolamo Calò. I protagonisti della mini-rissa verbale sono stati Francesco Rendine (Gol) e Fausto Facchini (Pd): quest’ultimo era sbottato alle pesanti frecciate del consigliere di opposizione contro il suo collega Renato Finco, mentre si discuteva della mozione sulla crisi dell’agricoltura presentato da Gol. Rendine gli ha risposto urlando e la cosa è andata avanti a voce alta per qualche istante, fino a quando Calò ha invitato tutti fuori per calmare gli animi. «Sì avete sentito bene, abbiamo detto a Rendine di lasciare l’aula, stava esagerando» ha confermato Pietro Turri, uno dei primi a spalleggiare Facchini. Il tutto è rientrato dopo qualche minuto e la situazione si è ricomposta, «siamo in diretta streaming, non ci abbiamo fatto una bella figura» è stato l’amaro commento di Calò. In precedenza si era creata una situazione imbarazzante, perché l’assessore Simone Merli, capogruppo consiliare Pd nella precedente legislatura, aveva criticato il punto dello Statuto che prevede di votare gli emendamenti anche ai documenti presentati dai singoli consiglieri, «con il rischio che, in caso di approvazione non gradita, il firmatario sia costretto a votare contro il suo stesso documento, così stravolto». Il caso concreto era un emendamento M5S accolto, dopo una prima titubanza, dallo stesso Rendine, ma bocciato dalla maggioranza e quindi non andato ad integrare il testo della mozione, che in relazione ai danni della siccità 2012 (266 milioni) e delle bombe d’acqua 2013 (260 milioni), chiedeva di sollecitare stanziamenti più congrui per le imprese ferraresi. «La seduta sta avendo uno svolgimento regolare, la commissione Statuto è insediata e se ci sono modifiche da suggerire, quella è la sede» ha chiuso il discorso Calò.

Su quest’ordine del giorno ha votato a favore Alberto Bova (Fc), che si è differenziato parzialmente dalla maggioranza anche con l’astensione sul documento su povertà e accattonaggio, presentato da Tommaso Cristofori (Pd) e approvato anche con i voti M5S. I grillini hanno infatti ottenuto il sì democratico a due emendamenti su quattro (una rete di monitoraggio sui bisogni primari delle persone in difficoltà e «alternative concrete per scongiurare la scelta del reato e dell’illegalità o la pratica dell’accattonaggio molesto», di Silvia Mantovani); è stato invece bocciato quello di Matteo Fornasini (Fi) che prevedeva di estendere l’articolo 38 del Regolamento di Polizia urbana, contro i musicisti da strada che importunano i passanti con richieste di offerta («nella città dei Buskers, poi» ha ironizzato) a tutti i mendicanti. La giunta, comunque, è ora impegnata tra l’altro a «promuovere con Ferrara Tua un miglior controllo di alcuni parcheggi» per contrastare «atti di molestia e intimidazione»: ma l’accattonaggio, ha ribadito Cristofori, «non è un’emergenza a Ferrara, la povertà e anche la situazione nella zona Gad sì». Via libera stavolta unanime anche alla realizzazione entro il 2015 di un emporio sociale, richiesta da Dario Maresca (Pd).

Tra gli altri argomenti, c’è stato il sì (quasi unanime, contro solo Rendine) sulla mozione di Forza Italia per riconoscere in Ferrara un Polo museale regionale, con tanto di soldi da spendere magari per la seconda mostra dei Diamanti; e all’impegno, sollecitato da Turri, di eradicare la nutria in tutto il territorio provinciale. (s.c.)

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