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Falco, nessuna manifestazione d’interesse

Falco, nessuna manifestazione d’interesse

Nulla di fatto nell’incontro a Roma: a rischio 117 lavoratori e oggi assemblea in fabbrica

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POMPOSA. Il tanto atteso incontro romano presso il ministero dello Sviluppo Economico non ha dato i risultati che i sindacati e i lavoratori del gruppo Trombini e della Falco in particolare speravano.

Non è giunta alcuna manifestazione di interesse e quindi, a meno di novità dell’ultimo momento, alla scadenza degli ammortizzatori sociali, ovvero il 23 gennaio 2015, visto che a luglio era stata ottenuta l’ultima proroga, per i 117 dipendenti dello stabilimento a lato della statale Romea, inattivo da un paio di anni, si spalancheranno le porte della mobilità.

All’incontro ministeriale a Roma davanti al funzionario ministeriale Chiara Cherubini, c’erano i sindacalisti provinciali Sandro Guizzardi (Fillea-Cgil) e Corrado Pola (Filca-Cisl) oltre a Gianluca Dallara per la Rsu, il commissario liquidatore Renzo Galeotti, il dirigente Francois del gruppo Trombini e un funzionario della Regione Emilia-Romagna oltre ai sindacati degli altri stabilimenti del gruppo Trombini, Rafal di Piangipane, Montelabbate in provincia di Pesaro-Urbino e di Frossasco(Annovati) in Piemonte.

Va ricordato che in tribunale di Ravenna, dove ha sede legale il gruppo Trombini, sono stati presentati due procedimenti di concordato che riguardano anche le aziende Falco di Pomposa e Rafal di Piangipane di Ravenna. Al Mise (Ministero dello Sviluppo Economico ) erano stati confermati gli interessamenti da parte di investitori di acquisire il gruppo o parte di esso, pareva che la Falco interessasse ad una cordata di imprenditori ma a queste manifestazioni non sono seguiti fatti concreti.

«La concretezza delle manifestazioni di interesse e le trattative in corso per rimettere in moto gli impianti e mantenere i tanti posti di lavoro erano stati la chiave di volta per ottenere la proroga della cassa integrazione - avevano affermano le Rsu - ora invece è arrivata questa doccia fredda».

Oggi dalle 10 alle 12 i sindacati hanno programmato un’assemblea con i lavoratori presso lo stabilimento Falco di Pomposa nel quale relazioneranno quanto avvenuto a Roma.

«Se ci saranno manifestazioni di interesse - affermano Guizzardi e Pola - queste dovranno essere comunicate a noi entro dicembre. Certo a questo punto in mancanza di manifestazioni il curatore fallimentare potrebbe mettere all’asta tutto quanto. Da domani (oggi per chi legge, ndr) ricontatteremo le istituzioni, i vari sindaci del Basso Ferrarese e quelli del Polesine, la Regione Emilia-Romagna, i parlamentari ferraresi e veneti dei vari partiti perchè in un territorio economicamente debole come quello del Basso Ferrarese non si possono perdere 117 posti di lavoro.(m.bar.)

 

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