«Il viaggio via mare costa Chi lo affronta non è povero»
Oltre ad Alan Fabbri c’è di più. La forza della Lega Nord in queste elezioni regionali è nel suo candidato presidente, ma il resto della pattuglia ferrarese vuole dire la sua. «Corriamo non per...
Oltre ad Alan Fabbri c’è di più. La forza della Lega Nord in queste elezioni regionali è nel suo candidato presidente, ma il resto della pattuglia ferrarese vuole dire la sua. «Corriamo non per qualche poltrona ma per vincere – dice il segretario provinciale Fabio Bergamini -. Bonaccini è uomo d’apparato, sul suo nome non c’è entusiasmo; un’opportunità per noi, la gente ha voglia di novità e magari di un sindaco-presidente come Alan, che ora non prende in considerazione nient’altro che la Regione». Nel programma temi come la sanità («il modello è quello lombardo-veneto delle aperture serali», spiega Bergamini) e l’immigrazione («con Mare Nostrum sosteniamo gente che scappa dalla guerra, peccato che a Ferrara non ci sia nessun siriano o libico; e chi ha fame, però il viaggio via mare costa migliaia di euro e chi lo affronta non è veramente povero»). In lista c’è l’avvocato ed ex vicesindaco di Comacchio Maura Tomasi: «Abbiamo speso 14 milioni per il S. Camillo che poi ha chiuso. Si punti poi sui trasporti e su nuove infrastrutture». Su Cento c’è Marco Pettazzoni, artigiano e segretario locale: «Lodi oggi non sarebbe rieletto come è riuscito a Fabbri. E lì come altrove la sicurezza è carente: serve tolleranza zero contro la microcriminalità». Ornella Bonati è capogruppo a Bondeno: «Sono impiegata in uno studio tributario: una minore pressione fiscale è essenziale, come la facilitazione dell’accesso alle pratiche». Per il capoluogo (“il compito più difficile”, sottolinea Bergamini) ecco Umberto Cattaruzza De Lugan, libero professionista: «La Regione sia un hub dove sperimentare: riorganizzando la sanità si può liberare il 4% di spesa da riutilizzare per nuove start up in agricoltura. E in città la Gad è un quartiere abbandonato per volontà politica». Matteo Salvini sarà il 15 nell’Alto Ferrarese colpito dal sisma e il 16 mattina davanti all’inceneritore di Hera a Ferrara per dire no ai rifiuti provenienti dal sud.
Fabio Terminali
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