Stazione, casa d’inverno per i senzatetto
Alle 22.30 arrivano in sala d’attesa alla ricerca di un “posto letto” caldo. In Darsena o su una panchina adesso fa freddo
FERRARA. Ore 22,30, la stazione ferroviaria si trasforma in casa comune. I binari sono deserti, il tabellone con arrivi e partenze indica solo tre treni: due per Roma e uno per Trieste, che partiranno a notte fonda. Le persone che però cercano riparo dal freddo tra le mura della sala d'attesa, non aspettano di partire; aspettano solo che faccia giorno per andare a mendicare.
Le temperature si abbassano e dormire lungo la Darsena o sulle panchine dei giardini pubblici non è più, se così si può dire, consigliato. Bisogna trovare sistemazione altrove se non si vuole crepare dal freddo. Anche alla stazione di Ferrara "chi prima arriva meglio alloggia".
Qualcuno dorme sulle seggiole di plastica con la schiena appoggiata al muro o ripiegato su sé stesso, qualcun altro ha sistemato il suo giaciglio fatto di cartoni e coperte usurate nell'angolo vicino all'ingresso dell'edicola. Sono senzatetto, disperati, gente tradita dal proprio mondo e che oggi è costretta a vivere di espedienti.
Una fetta, purtroppo sempre più consistente, dell'opinione pubblica spesso li addita a "parassiti", pericolosi e senza scrupoli perché "ormai non hanno più nulla da perdere". A dare man forte a queste teorie arriva l'ennesimo episodio di violenza nei confronti di una donna che, in pochi istanti, è stata picchiata e derubata da due uomini che subito dopo sono fuggiti con un magro bottino.
Da quanto si è appreso, al momento dell'aggressione, la stazione era deserta. Ore 22,50 dall'altro lato della strada, a pochi passi da piazzale Castellina, una volante della polizia è ferma a lampeggianti accesi.
Le forze dell'ordine presidiano la zona Gad. Nei giardini del Grattacielo alcuni ragazzi in bicicletta "sorvegliano" l'area: sono le cosiddette staffette, piccoli spacciatori che passano la notte in sella a una Graziella. Torniamo in stazione. Ci infiliamo nel sottopassaggio che porta fino al piazzale degli autobus, qui non ci dorme nessuno. Torniamo in sala d'attesa. I senzatetto sono persi nel sonno. Verranno svegliati prima dell'alba, torneranno in stazione al tramonto.
Samuele Govoni
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