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La crisi fa salire la voce “Uscite”

Aumenta la spesa per i cittadini in difficoltà. Tariffe, aliquote invariate ma il carico fiscale cresce

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Le slide di Luigi Marattin sono ormai un ricordo del passato, traslocate a Palazzo Chigi come del resto ha fatto l’ex assessore, da qualche settimana entrato nello staff economico del premier Matteo Renzi. Tuttavia è “continuità” la parola d’ordine alla base della proposta di bilancio preventivo per il 2015 del Comune di Ferrara, presentata ieri mattina alla stampa. L’obiettivo è l’approvazione in consiglio entro il 31 dicembre, in tempo utile per evitare l’esercizio provvisorio; il tutto mentre si aspetta la versione definitiva della legge di Stabilità, fatto tutt’altro che secondario per la compilazione dei conti comunali.

«All’inizio del 2015 – spiega il sindaco Tiziano Tagliani – tra l’altro entrerà in vigore un nuovo sistema di contabilità, secondo cui gli enti dovranno adottare sia gli schemi di bilancio che autorizzano le spese sia quelli relativi a missioni e programmi; mentre dovrà essere contabilizzato il fondo crediti di dubbia esigibilità». Un problema, quello della mancata effettiva riscossione del credito, che riguarda molto marginalmente Ferrara, come messo in luce da una recente ricerca del Sole24Ore. Resta il fatto che queste novità (cui si aggiunge dal 2016 l’obbligatoria approvazione del Documento unico di programmazione, peraltro già adottato dal Comune lo scorso luglio) instaurano un doppio binario, sostiene Tagliani, «il cui risultato è una minore flessibilità delle capacità di spesa; è un cambiamento sostanziale che comporta la necessità di maggiori sinergie, non ultima quella tra Lavori pubblici e Ragioneria».

Sul lato delle entrate, va sottolineato come rimangano invariate le aliquote delle tariffe; nessun incremento di imposizione fiscale, quindi, anche se la mole complessiva delle imposte, tasse e proventi assimilati aumenta di quasi due milioni e mezzo di euro rispetto al previsionale 2014, arrivando a 90 milioni e 612mila: una quota che rappresenta i due terzi delle entrate correnti in Municipio. Qualcosa in meno arriverà da multe e contravvenzioni (sotto i cinque milioni): cittadini più corretti ma anche un effetto di un cambiamento tecnico per cui slitta la riscossione dei verbali e dei relativi incassi da parte del Comune.

Sul versante della uscite arrivano le novità più rilevanti, che Tagliani sintetizza in un «modesto ma significativo incremento della spesa». Dovuto essenzialmente alla crisi sociale, cui si deve il mezzo milione di maggior contributo all’Asp (calato negli ultimi anni, ma la richiesta di aiuto dei cittadini cresce e il bilancio dell’azienda è in “rosso”) e i 580mila in più destinati all’Istituzione Scuola (sempre più numerose le famiglie che non ce la fanno a pagare rette anche modeste). Altre maggiori spese sono: i 100mila di contributo ad Ami per la linea 6 di autobus per Cona e gli altrettanti in direzione Amsefc per il rifacimento del forno crematorio; 74mila per il fondo per l’affitto; 75mila per la sorveglianza del Tribunale (nuova uscita); 48mila per una convenzione con Sipro rivolta a una maggiore attrattività del territorio; e infine 210mila euro per il rimborso di imposte e diritti, in favore di quei cittadini che, nel bailamme degli ultimi mesi, hanno pagato più di quanto dovuto per Imu, Tari e Tasi.

Necessario quindi ripianare queste maggiori uscite per rispettare il pareggio. Il Comune conta di ricavare un milione dalle riserve di utili distribuiti in via straordinaria da Ami e 700mila euro dal saldo positivo tra maggiori e minori entrate correnti. «Al netto della legge di Stabilità e dell’ipotesi di introduzione di una imposta unica comunale, siamo abbastanza tranquilli circa questa stima», dice Tagliani.

Fabio Terminali

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