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Più flessibilità, è caccia alle risorse

Le ipotesi: vendita di immobili e fusione Amsefc-Ferrara Tua. Hera può attendere

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«Non abbiamo nessun “tesoretto” in cassa e dallo Stato non ci arriva nessuna risorsa da liberare». Il sindaco impugna i giornali locali degli ultimi giorni e puntualizza ciò che era emerso da un articolo e da una tabella pubblicata dal Sole24Ore circa l’effetto-riduzione dei vincoli del Patto di stabilità, come impostato dal governo. L’unica certezza sono per il momento i tagli ai trasferimenti statali: «Dovessero rimanere così le cose – sottolinea Tagliani – ci toglieranno quattro milioni. I sette che potremmo spendere in più rispetto allo stesso anno sono subordinati alla capacità di ottenere fonti di entrata per una somma pari». Tradotto in soldoni: bisogna trovare qualcosa da vendere, perché una soglia maggiore di flessibilità non è certo gratis. Il pensiero va a una cessione di beni immobili più accentuata (dal piano alienazioni si prevede di incassare circa sei milioni il prossimo anno), tuttavia le difficoltà sul mercato sono tuttora notevoli e di compratori all’orizzonte non se ne vedono in massa. E le azioni Hera ancora in mano ferrarese, un 2% pari a qualcosa come 45 milioni? «Il patto di sindacato chiede ai soci una proroga di sei mesi della scadenza, fino al giugno 2015, per via di alcune novità legislative che potrebbero modificare lo statuto di Hera. In precedenza c’era l’ipotesi di riduzione delle quote di proprietà dei soci pubblici dal 51% al 35%», si limita a dire Tagliani.

Tutto quindi è ancora da decidere. Un’altra eventualità, fa cadere il sindaco in conferenza stampa, è la fusione tra Ferrara Tua e Amsefc: parcheggi e cimiteri. Si vedrà, anche in questo caso. (f.t.)

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