«Si colpisce il patronato ci rimettono i cittadini»
Cgil, Cisl, Uil e Acli contro il governo: taglia i fondi a chi aiuta giovani e pensionati Atti: la misura contenuta nella legge di stabilità è uno scippo contro i dipendenti
Il taglio strutturale al Fondo Patronati previsto dalla legge di stabilità ha giustamente messo in agitazione i dirigenti di Cgil Cisl Uil ed Acli che stanno promuovendo una campagna di sensibilizzazione per far conoscere sia il loro futuro, fissato dall’articolo 26 comma 9 della legge, sia l’operato che svolgono gratuitamente a favore di qualsiasi cittadino senza alcuna discriminazione.
Ieri presso la sede della Cisl, il segretario Fabio Bottoni ha sottolineato l’apporto che il patronato offre per interloquire e presentare i vari tipi di domande agli enti assicuratori e far ottenere così il riconoscimento dei propri diritti per disoccupazione, invalidità, pensionie ed altro. Raffaele Atti, segretario generale della Cgil è entrato poi nel vivo delle nuove normative.
«Dal 2015 dai fondi già versati al ministero - ha annunciato - dovrebbero essere prelevati 150 milioni dai 430 già precedentemente fissati da una legge; questa proposta ci sembra un vero scippo in quanto il fondo è costituito da un’aliquota dei contributi che il datore di lavoro mette in busta paga ai suoi dipendenti. Attualmente il finanziamento ci veniva subito versato per l’80% mentre il rimanente 20% solo in base a una certificazione dei servizi effettuati, però con un ritardo di tre anni. Ora il primo viene ridotto al 45% mentre dal 2016 l’aliquota sul monte contributi, passerà dall’attuale 0,226 allo 0,148, quindi con un taglio del 38%». Se i tagli saranno approvati le conseguenze influiranno sia sull’attività dei patronati, che diminuirà, sia sull’utenza, che vedendo ridotto il servizio si dovrà rivolgere all’Inps. Quest’ultimo però ha ormai abbandonato il materiale cartaceo basandosi quasi esclusivamente sul sistema telematico, affidandosi all’apporto fornito dai patronati e di conseguenza avrebbe notevoli difficoltà a gestire le pratiche che attualmente arrivano già complete pronte da evadere, spiegano i sindacati. Paolo Pastorello, presidente provinciale Acli, ha messo in luce la parte sociale affidata ai patronati a cui si rivolgono pensionati, per il 40%, mentre tutto il resto sono giovani ed extracomunitari.
Massimo Zanirato, segretario generale Uil, oltre a dichiarare che «il sindacato non ci guadagna ma anzi ci rimette col patronato», è pronto a denunciare il governo per appropriazione indebita. Con questi tagli - ha concluso Ennio Santolini, direttore Inca Cgil - l’amministrazione «avrà una spesa di circa 650 milioni in più. Sembra che si voglia punire il sindacato e invece si punisce la gente». Oggi alle 11 è fissato un presidio in prefettura, martedì 11 novembre dalle 10 alle 12 è programmato davanti all’Inps, sabato 15 un altro presidio si svolgerà in piazza Trento Trieste e se le cose non cambieranno, sono previste le chiusure degli uffici dei patronati per alcuni giorni. (m.g.)
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