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Zago: il Mezzano divenuto uno sporco ripostiglio

di Marcello Pulidori
Zago: il Mezzano divenuto uno sporco ripostiglio

Comacchio, durissimo intervento del vicepresidente nazionale di Federparchi «L’inerzia del Comune è sconfortante, mettono delle siepi che oscurano le Valli»

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COMACCHIO. Il sequestro di quasi 40 ettari di terreno avvenuto nei giorni scorsi, sta suscitando qualificate reazioni. Dopo quella di Lucilla Previati, direttore del Parco del Delta, ieri è stato un altro ambientalista convinto (nonchè per parecchi anni presidente del Parco del Delta del Po), Valter Zago, oggi vicepresidente nazionale di Federparchi, ad intervenire: «Il secondo scacco agli habitat di interesse comunitario del Mezzano - ha detto Zago - , nell'arco di poco tempo, sa molto di delitto ambientale annunciato. Perché si è abbassata la guardia nella difesa della bio-diversità e nella promozione dello sviluppo sostenibile. Non solo nel Delta. Con grave danno per la stessa economia. Come ha ricordato autorevolmente il presidente dell'Onu proprio in questi giorni a proposito del cambiamento climatico. Mal comune mezzo gaudio, allora? - si chiede Zago - . No, anzi! Il Mezzano è uno dei Siti di Rete Natura 2000 più grandi d'Italia. Ubicato al terminale della Pianura Padana, una delle aree più ricche d'Europa e più responsabili degli scassi agli equilibri ambientali. Da dove partire se non da qui e dal Parco del Delta del Po, per contrastare tale deriva? - si domanda ancora Zago - . Sta, invece, da tempo, avvenendo il contrario. Il Mezzano negli ultimi decenni è stato declassato a sporco ripostiglio in cui allocare impianti altrove indesiderati. Da quelli di compostaggio agli allevamenti intensivi. Ci ricordiamo l'aviaria di un anno fa che ci tenne tutti con il fiato sospeso? Oltre a ciò, il malefico 'Sblocca Italia' rimette in pista l' Orte-Mestre. Il cui tracciato, tagliando in due il Mezzano, annienterebbe la sua qualità di Zona di Protezione Ambientale. Tutto il contrario di ciò che oggi è necessario fare! Un' ultima considerazione: colpisce il silenzio e l'inerzia del Comune di Comacchio - sferza così gli amministratori del M5S lo stesso Zago - , l'unica istituzione a non mobilitarsi prontamente contro questo scempio ambientale, avvenuto peraltro nella sua giurisdizione territoriale. Che sia per il suo strabismo costiero e turistico? Magari, fosse così! C'è di peggio. Pensiamo, ad esempio, alla tutela dei valori paesaggistici. Così strategica pure per il turismo. Fino a pochi anni fa bastava percorrere la strada Acciaioli, dal Lido delle Nazioni al Lido di Volano, per trovarsi come d'incanto su una magnifica balconata da cui ammirare la struggente bellezza delle Valli Nuova e Bertuzzi. Ora, non più, a causa dell'impianto di una banalissima siepe che ne impedisce totalmente la vista. Solo il Parco allora intervenne, denunciando l'accaduto alla Magistratura».

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