La Nuova Ferrara

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una lettera dell’associazione

Carnevale, i carristi chiedono fatti

 Carnevale, i carristi chiedono fatti

Preoccupazione per la manifestazione targata 2015

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CENTO. «L’Associazione Carristi Centesi è ancora qua... e il Carnevale? Il tempo passa incessante... E quindi?». E' la lettera, piena di amarezza e delusione, scritta dai carristi che fanno parte dell'associazione e che si trovano a rivivere .quest'anno, una storia «già vista un anno fa, quando insieme a sindaco e giunta, si era arrivati alla conclusione che necessariamente l’edizione 2014 del Carnevale di Cento si sarebbe dovuta annullare per il bene del futuro della manifestazione e per poter gettare le basi di un carnevale strutturato e moderno. Anzi, già l’edizione estiva sarebbe stata la giusta base per il rilancio in pompa magna dell’edizione 2015. “Non voglio esser ricordato come il sindaco che ha fatto morire il carnevale” diceva il nostro primo cittadino». Ma ad oggi, trascorso un anno, dopo «pochi incontri e molte chiacchiere, poche date e infiniti rinvii. Dopo aver atteso una pianificazione e una proposta mai arrivate, aver visto sfumare anche l’edizione estiva… siamo ancora qua, senza notizie, contratti, date ed appuntamenti».

Tuttavia, dopo affermazioni rassicuranti come «ma non preoccupatevi… Lasciateci lavorare… A giorni verrete chiamati per la presentazione dell’edizione della rinascita…», l'Acc si trova di fronte ad una realtà che cancella ogni ottimismo e speranza: «I capannoni rimangono tristemente chiusi, in attesa di essere messi a norma, in un degrado sempre più evidente. I nostri giganti di cartapesta appena abbozzati, in attesa di tornare a nuova vita. I giorni e le settimane passano inesorabili facendoci vedere sempre più fioca la luce in fondo al tunnel, e lo spettro di un nuovo annullamento è dietro l’angolo». Dai carristi dell'Acc poi, un passaggio sulla registrazione da parte della Manservisi Eventi Srls dei marchi storici delle società carnevalesche. Un modo «per essere salvaguardati – riprendono dall'Asso - ma non si sa da cosa. E beffa delle beffe, siamo stati “accusati” di arricchirci col carnevale. Da chi ci conosce bene, una triste e dolorosa insinuazione rivolta a noi carristi che, da sempre operiamo a puro titolo di volontariato. Ogni anno, per realizzare non solo un grande carro degno del carnevale di Cento, ma anche gettito, costumi, impianti per la musica ed illuminazione, spendiamo ben oltre premi ed ingaggi, tanto da portare i bilanci delle nostre associazioni no profit sempre abbondantemente in rosso. Fatto che rende sempre necessaria la generosità dei suoi associati». (b.b.)

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