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Ex zuccherificio, “giallo” sugli stipendi agli operai

Bondeno, Fin Bieticola ha messo in permesso non retribuito i 14 dipendenti Per il sindacato la proceduta seguita per i compensi di settembre è irregolare

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BONDENO. Dopo aver impugnato i licenziamenti i 14 lavoratori dell’ex zuccherificio di Bondeno si trovano alle prese con la grana stipendi. Scaduti il 30 giugno scorso gli ammortizzatori sociali, sono state pagate parzialmente le mensilità di luglio e agosto mentre quella di settembre è stata addirittura negativa visto che Finbieticola ha messo tutti i lavoratori e per tutto il mese i lavoratori in permesso non retribuito e con le addizionali varie i 14 dipendenti si ono trovati il segno - in busta paga. «I lavoratori a suo tempo avevano inviato una raccomandata all’azienda dove dichiaravano la loro disponibilità al lavoro ma non hanno ricevuto alcuna risposta - afferma Cristiano Pistone della Flai-Cgil - l’azienda non poteva mettere i lavoratori in permesso non retribuito non avendo ricevuto il nostro placet. Fin Bieticola unilateralmente ci presenta sempre problematiche nuove. Stavolta dice non vi pago perchè non avete trovato un accordo sulle retribuzioni ma è l’azienda che contrattualmente deve pagare per intero. Abbiamo fatto due verbali di mancato accordo sia in sede sindacale che istituzionale e le tre mensilità sono in capo all’azienda e ora i lavoratori si trovano nella situazione che non si sa quando inzierà il pagamento della mobilità ed ora sono senza stipendio».

«In 16 anni anni che faccio il sindacalista mai mi era successa una cosa del genere - sbotta Paolo Fabbiani della Fai-Cisl - si licenziano i dipendenti con un telegramma. Abbiamo avvertito Finbieticola con una email e una lettera raccomandata che settembre non era stato pagato e gli altri due solo parzialmente e loro come risposta mettono tutti i lavoratori in permesso non retribuito per tutto il mese. Il 7 ottobre FinBieticola con un telegramma comunicava che recedeva dal contratto di lavoro senza comunicare la data, una procedura inusuale mandando una lettera ai lavoratori facendo coincidere il licenziamento con la data di invio del telegramma. Abbiamo risposto tramite Pec (Posta Elettronica Certificata) che la procedura seguita era illegittima rispetto alle procedure di licenziamento. Intanto i licenziamenti sono stati impugnati e ora vedremo come procedere».

C’è poi un’altra questione che i sindacati non hanno digerito e riguarda l’incontro a Roma compiuto dall’assessore regionale alle Risorse Agricole Tiberio Rabboni al ministero per incontrare il presidente di Finbieticola Arturo Semerari e il segretario del ministro Angelo Zucchi.«Eravamo all’oscuro di tutto - dice Paolo Fabbiani - almeno informalmente Rabboni ci poteva dire qualcosa».

«Ci è dispiaciuto apprendere la visita di Rabboni tramite la stampa - afferma Cristiano Pistone - ho chiesto anche alla segreteria nazionale della Flai se sapevano qualcosa e mi hanno risposto che pure loro avevano appreso di questa visita tramite le notizie ’agenzia. Peccato. Siccome Rabboni ha riferito alla stampa che Finbieticola si sta attivando per nuove soluzioni imprenditoriali che potranno coinvolgere i quattordici dipendenti dell’ex zuccherificio di Bondeno, spero che ci informi». Rabboni sia stato attivato direttamente dal Pd matildico ma il partito non ha ritenuto di avvertire il sindacato che ovviamente ci è rimasto molto male.

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