Fiscaglia, l’emorragia non si ferma
Dopo le dimissioni del vicesindaco, ieri quelle della capogruppo di maggioranza Orlandini. Il centrosinistra s’interroga
MIGLIARO. Dopo Roberto Manzoli, ieri è stata la volta di Stefania Orlandini. Non si ferma l’emorragia che ha colpito negli ultimi giorni (potremmo dire nelle ultime ore) la maggioranza di centrosinistra (più indipendenti) che governa da cinque mesi il Comune di Fiscaglia. Con un tempismo che fa quasi pensare ad una regia teatrale, da ieri mattina la Orlandini non è più (a seguito delle dimissioni presentate al Protocollo) capogruppo della maggioranza in consiglio comunale. Impossibile non fare un collegamento con quanto accaduto l’altro ieri, mercoledì, quando cioè a dare le dimissioni era stato il vicesindaco Manzoli. Quest’ultimo, come ricordato ieri sulla Nuova, è un iscritto al Pd; la Orlandini, invece, è una indipendente. Li unisce la lista (Fiscaglia Futura) nella quale entrambi sono stati candidati e grazie alla quale entrambi sono approdati in consiglio comunale la scorsa primavera. Sono considerati due esponenti molto affini e vicini politicamente. Nel consiglio comunale convocato per lunedì (alle ore 20) la sindaca Sabina Mucchi comunicherà ufficialmente i due atti presentati al Protocollo del Comune. Tra una decina di giorni la stessa Mucchi dovrebbe nominare il nuovo vicesindaco. Ma è fin troppo chiaro capire che, oltre alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi, la comunità e il centrosinistra in particolare si stanno interrogando sui motivi di queste dimissioni una dietro l’altra. Ieri pomeriggio abbiamo cercato ripetutamente al telefono l’ex vicesindaco, ma non è stato possibile parlargli. Le ipotesi sulla rottura tra sindaco e vice attengono ad una vicenda politica per certi versi complessa. Manzoli ha parlato di «scarsa progettualità», e il suo riferimento potrebbe essere ai servizi scolastici, o ad una parte di essi. Forse per comprendere di più questa storia bisognerebbe anche ricordare le ambizioni di Manzoli prima delle Comunali e la scelta coraggiosa della Mucchi, poi, di dare un segno di coesione dei territori (Massa, Migliarino e Migliaro) nominando proprio Manzoli suo vice. Una convivenza arrivata, però, a punti di tensione molto alta e che non poteva non produrre conseguenze. In attesa delle nuove nomine, in seno alla giunta comunale (oltre alla sindaca Mucchi) restano i 3 assessori voluti dalla prima cittadina, vale a dire Marco Mattioli, Fabio Tosi e Claudio Zappaterra. Per la Fiscaglia politica è indubbiamente un periodo delicato, anche per i tanti riflettori che su questo nuovo Comune sono puntati, sin da quando - anni fa - s’iniziò per la prima volta a parlare dell’allora progetto di fusione.
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