Il mare mosso crea disagi In tilt anche il traghetto
Iinterrotto il trasporto dei passeggeri per carenza di sicurezza. Le motonavi spostate verso il ponte Albani. Previsto un incontro in Regione
Cesseranno a mezzanotte gli effetti dell’ultima allerta meteo, la 163, diramata ieri dall’agenzia regionale di Protezione Civile, che prevede il rinforzo dei venti da sud-est con l’innalzamento del livello del mare sulla costa e del moto ondoso, fenomeno che già nei giorni scorsi ha messo a dura prova il servizio del traghetto. «Oggi la marea è calata – racconta amareggiato Mauro Alberi, titolare del traghetto di Porto Garibaldi – ma stanotte è previsto di nuovo mare grosso e sta diventando un problema, perché devo garantire il trasporto in sicurezza dei passeggeri». Alberi si è visto costretto a sospendere il servizio anche mercoledì mattina, dalle 9 alle 11, «perché l’acqua arrivava fuori dalla scaletta da cui salgono e scendono i passeggeri – prosegue – e non si poteva passare». Quello era l’orario del trasporto dei bambini alla scuola materna del Lido degli Estensi, ma i loro familiari hanno dovuto optare per altri mezzi. La sospensione del servizio, dopo la rottura di tre cime per il forte rollio del traghetto contro la banchina è solamente l’ultimo di una serie di disagi da tempo lamentati anche dai proprietari delle motonavi dediti alla pesca sportiva e all’escursionismo. «Ci siamo subito attivati questa mattina – dichiara Riccardo Cavicchi, presidente provinciale di Cna che segue i problemi della categoria sin da quando l’allargamento dell’imboccatura del portocanale li ha originati -, e si è deciso di spostare le motonavi in sicurezza verso il ponte Albani, mentre uno dei due traghetti è stato collocato dentro la darsena nuova». Preannunciando per la prossima settimana un incontro tecnico in Regione che coinvolgerà le cooperative di pesca, armatori delle motonavi e loro associazioni, oltre a Comune, Provincia e Capitaneria di porto, Cavicchi sottolinea che «c’è l’accordo unitario per mettere giù la massicciata necessaria ad abbassare le correnti marine che creano i problemi». Quando soffia forte vento di scirocco come sta avvenendo in questi giorni le onde alte impediscono anche ai pescherecci di uscire per la battuta di pesca, ma «è da una decina di giorni che non si pesca quasi più niente –lamenta Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca -. Dal 16 novembre ci sarà un giorno in più a disposizione, il venerdì e dalle sessanta ore settimanali si passerà a 72. Speriamo che le cose possano andare meglio, ma adesso siamo fermi in porto».
Katia Romagnoli
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