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Legacoop e le nuove sfide «Noi modello di democrazia»

Legacoop e le nuove sfide «Noi modello di democrazia»

Oggi Ravalle si tiene la 24ª assemblea provinciale dell’associazione economica Una storia che nasce nell’800, dalla prima impresa a Bondeno al confronto con la crisi

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«A noi la libertà non fa paura, e siamo convinti che essa sola sia il vero bene e la morale».

Così scriveva «alla fine dell’800 Augusto Bernardello, fondatore del primo Gruppo Internazionalista Ferrarese e tra i più appassionati sostenitori delle neonate cooperative di lavoratori», ricorda Legacoop Ferrara presentando il 24° congresso provinciale dell’associazione che prende il via oggi. Quelli di Bernardello erano anni in cui la provincia estense - storicamente tra le più povere del Nord Italia - iniziava ad essere coinvolta in un brulicare di organizzazioni, di associazioni di mutuo soccorso, di cooperative di braccianti, di pescatori e di manovali.

Lavoratori che attraverso la cooperazione speravano di raggiungere «quel riscatto sociale ed economico atteso a lungo e che nemmeno la tanto attesa Unità d’Italia era riuscita a portare», aggiunge ancora Legacoop Ferrara. Un’organizzazione che oggi si trova a confrontarsi con le opportunità, le incognite e i problemi proposti da una società matura alle prese con la peggiore crisi economica dal secondo dopoguerra. Tra tutte le rivoluzioni dell’Ottocento quella che portò alla nascita delle coop iniziò nel 1844 in Inghilterra, dove 28 lavoratori diedero vita alla società dei “Probi Pionieri di Rochdale”. Erano ispirati dall’insegnamento di Robert Owen, un commerciante di tessuti che qualche decennio prima era arrivato al successo grazie all’istruzione e al benessere garantiti ai suoi dipendenti. E a loro volta si riunirono in una società commerciale basata su una serie di principi allora innovativi e che tuttora costituiscono il fondamento del movimento cooperativo.

Concetti che Legacoop sintetizza così: l’adesione libera dei soci, la loro partecipazione economica, la rappresentanza democratica nella società, le finalità formative del lavoro o il suo ruolo sociale. Quei 28 lavoratori inglesi applicarono quei principi all’occupazione, «realizzando un mezzo di sostentamento e di sviluppo della popolazione ben prima di quanto le istituzioni europee non riuscirono a fare – con alterni risultati – in ambito politico», rivendica ancora Legacoop.

Da allora in poi l’Europa fu interessata da un proliferare di cooperative e associazioni di mutuo soccorso.

In Italia il primo esempio nacque a Torino nel 1854 per iniziativa della “Associazione degli Operai”. A Ferrara occorre attendere fino agli ’60, quando con le “operaje tessitrici di Bondeno” danno vita alla prima cooperativa di lavoro della provincia. Ma lo sviluppo delle associazioni sul territorio riguarda soprattutto i braccianti agricoli, che entro la fine del secolo creano nuove cooperative per ogni paese e frazione della provincia, tanto che agli albori dell’età giolittiana la Federazione provinciale delle Cooperative, nata nel 1903, fu definita “Un tesoro di attività e virtù”.

Nei decenni successivi le cooperative si confermano uno straordinario strumento, oltre che di rinascita economica, di coesione sociale. La bonifica delle campagne rende disponibili migliaia di nuovi ettari coltivabili. Oltre alle cooperative di braccianti, si diffondono le cooperative di conferimento, attraverso le quali singoli imprenditori agricoli si organizzano per riuscire ad accedere ai fattori della produzione e ad ottenere migliori condizioni di accesso al mercato. Un modello già in uso nel settore della Pesca - si pensi ad esempio alla storica cooperativa dei pescatori di Goro – e che oggi consente alle aziende ferraresi di oltrepassare i confini provinciali e di distribuire su scala internazionale i propri prodotti.

Nel frattempo l’economia ferrarese non è più legata solamente alle campagne o alla costa, ma durante gli anni del boom economico ha trovato sede anche negli uffici, nelle aziende, negli esercizi commerciali della città e dei paesi più popolati. La formula cooperativariscuote successo anche in questi ambiti grazie alla capacità di aggregare i lavoratori e di reinvestire il capitale nella crescita dell’impresa, piuttosto che nella distribuzione di dividendi come avviene in altre forme societarie. Un dettaglio non da poco e che deriva direttamente dalla ‘filosofia’ dei pionieri di Rochdale: favorire la crescita di un’azienda, con tutti i vantaggi per il territorio che ne derivano, piuttosto che l’arricchimento di un singolo imprenditore.

Nascono così le cooperative specializzate in servizi di pulizia, di logistica o legate alla ristorazione, che grazie anche alla loro capacità distrutturarsi e crescere spesso oltre i confini provinciali, si dimostrano in grado di resistere ad alcuni degli effetti più gravi e deleteri della crisi economica. Nel secondo dopoguerra anche la cooperazione di consumo comincia ad acquisire una dimensione sovraprovinciale,attraverso processi di fusione e di incorporazione che portano Coop Estense a svolgere un ruolo di Leadership nel settore a livello nazionale. Ma la vera novità degli ultimi anni è rappresentata dalla cooperative sociali, nate alla fine degli anni '70 per dare risposta ai bisogni di assistenza e cura delle persone e diventate oggi soggetti indispensabili nell'erogazione di servizi alla persona, in stretto rapporto con la Pubblica Amministrazione.

«È da questi principi fondanti, dalla volontà, come scriveva Delfina Tromboni, “di trasformare masse neglette di operai e braccianti in imprenditori di sé stessi” che prende il via il 24° congresso provinciale di Legacoop - scrive l’associazione senza celare un po’ di enfasi nella presentazione ma anche orgoglio - Perché nonostante tutti i cambiamenti economici e sociali avvenuti nell’ultimo secolo, l’insegnamento dei 28 pionieri di Rochdale - conclude Legacoop - resta valido: l’adesione libera alla società, il controllo democratico, le finalità formative, la partecipazione economica, l’indipendenza dagli organi statali, la cooperazione reciproca, l’interesse verso la comunità».

Legacoop Ferrara oggi riunisce 111 cooperative e 9mila addetti.

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