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Minacce vere o finte? Calvano: Fabbri chiarisca

Alan Fabbri
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Alan Fabbri

Il sindaco di Bondeno fa sapere ora di un colloquio in caserma, il Pd lo incalza Ieri il candidato presidente da Salvi frutta: 8 milioni di danni dall’embargo russo

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Ieri per Alan Fabbri è stata una giornata come un’altra di questa intensissima campagna elettorale, passata da un incontro con Maroni a una visita di solidarietà al gruppo Salvi. Il candidato presidente della Regione per la destra, però, non è riuscito a seminare nemmeno con il suo frenetico movimento la nuvoletta di dubbi e interrogativi che lo segue da quando, due giorni fa, ha denunciato di essere venuto a conoscenza di minacce di matrice islamica nei suoi confronti, per le quali, ha dichiarato ai giornali, i carabinieri hanno rafforzato i controlli attorno alla sua casa nelle campagne di Bondeno. Ieri è entrato a pié pari sulla vicenda Paolo Calvano, segretario Pd e candidato alla Regione: «Dopo aver letto la Nuova mi sono convinto di una cosa: che Fabbri debba fare chiarezza rapidamente sulla vicenda, perché siamo comunque davanti a un fatto grave. Nel caso che abbia davvero ricevuto minacce di morte o alla sua incolumità, la questione meriterebbe l’attenzione di tutti e la condanna. Ma nel caso in cui questo fatto non sia vero - è la sua dichiarazione - allora credo che le dichiarazioni di Fabbri siano altrettanto gravi, perché determinano un procurato allarme, istigano all’odio razziale e religioso, e oltretutto rischiano di condizionare il lavoro le forze dell’ordine, che hanno già tanto da fare, per correre dietro a situazioni prive di fondamento. Ora sta a Fabbri fare subito chiarezza». È il caso di ricordare, infatti, che i riscontri effettuati tra le forze dell’ordine non hanno confermato l’esistenza di una situazione di allarme per minacce nei confronti di Fabbri, per cui la presenza più assidua delle auto di pattuglia attorno alla sua casa potrebbe essere rubricata a rafforzamento dovuto all’improvviso risalto ottenuto in campagna elettorale.

Ieri il sindaco di Bondeno non è tornato direttamente sull’argomento. Il suo entourage, però, ha prodotto questa ricostruzione dei fatti: a Fabbri sono state fornite informazioni su presunte minacce nel corso di un colloquio con i carabinieri locali. La sua attenzione ieri è stata calamitata dai danni, quantificati in 8 milioni di euro, inferti dall’embargo contro la Russia al gruppo ferrarese Salvi, 130mila tonnellate di frutta commercializzate ogni anno da 400 dipendenti, più indotto. Ieri mattina Fabbri ha incontrato a Ferrara i vertici del gruppo, «vittima delle politiche suicide del governo. Quando sarò presidente della Regione mi attiverà direttamente con la Russia, Matteo Salvini è stato l’unico politico a mobilitarsi attivamente». Marco Salvi, direttore generale del gruppo e presidente di Fruit imprese (oltre 300 imprese), ha a sua volta lanciato un appello: «Torniamo a essere amici della Russia, non possiamo permetterci di tagliar fuori questa fondamentale fetta di mercato». (s.c.)

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