Assalita l'auto di Salvini, nella fuga travolte alcune persone
Il fatto a Bologna questa mattina, durante uno scontro con aderenti ai centri sociali. Il bondenese Alan Fabbri, candidato del centrodestra: sono stati attimi di paura, siamo rientrati in macchina e ho visto i frammenti di vetro entrare nell'abitacolo. Uno dei dimostranti: con l'auto hanno buttato giù dieci persone. Solidarietà e polemiche GUARDA IL VIDEO
Assalita a calci e pugni da giovani dei centri sociali l'auto con cui il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, è arrivato a un campo nomadi di Bologna per una visita. La notizia è stata data questa mattina dall'Ansa ed è stata confermata anche dal candidato presidente del centrodestra in Emilia Romagna, Alan Fabbri. "Sono stati attimi di paura - ha detto Fabbri, ancora teso per quanto avvenuto - siamo scappati dentro la macchina quando siamo stati aggrediti da una ventina di giovani e ho visto volare dentro frammenti del lunotto posteriore. Siamo scappati, per fortuna nessuna delle persone sull'auto è rimasta ferita".
L'autista, sempre secondo la ricostruzione dell'Ansa, ha accelerato investendo due giovani che cercavano di fermare la vettura. Uno è salito coi piedi sul tetto. L'auto è fuggita seguita a piedi da manifestanti. Salvini si trovava in un parcheggio con i cronisti a qualche centinaio di metri dal campo nomadi, insieme al candidato regionale Alan Fabbri e alla consigliera comunale Lucia Borgonzoni. Qui è stato raggiunto dai manifestanti. I tre della Lega Nord sono subito corsi in macchina ma i manifestanti hanno raggiunto e colpito la vettura che è fuggita a forte velocità travolgendo, ha precisato l'Ansa, alcune persone coinvolte nella protesta.
«Così i balordi dei centri sociali hanno distrutto la nostra macchina, prima ancora che ci avvicinassimo al campo rom. Noi stiamo bene. Bastardi», scrive Matteo Salvini su Facebook.
Diversa la versione fornita da uno dei manifestanti travolti dall'auto: "Non è successo un qualcosa di grave per pura fortuna. Bastava non avere prontezza e finivamo sotto il cofano, abbiamo rischiato di finire con la testa sotto le ruote. Nostri modi non pacifici? La nostra è stata una reazione dopo che hanno buttato giù dieci persone. Per questa carognata, ci sarebbe stato un omicidio della macchina di Salvini. Parlano i video". «A breve andremo in ospedale a farci controllare - ha aggiunto il manifestante, Loris Narda, dei collettivi antirazzisti di Bologna, precisa l'Ansa - Se proveranno a tornare saranno respinti».
Ma Salvini insiste: «Siamo stati circondati: se non fossimo andati via ci avrebbero ammazzato. Siamo stati aggrediti da questi balordi, già noti alle forze dell’ordine. Le immagini parlano chiaro: se fossimo rimasti ci avrebbero massacrato».
Numerose le reazioni politiche. "Non è più tollerabile che i balordi dei centri sociali possano continuare ad esercitare violenza e a calpestare le regole della democrazia e del codice penale. D'ora in poi se non li fermeranno le Forze dell'Ordine, non porgeremo l'altra guancia, ma varrà la legge del taglione: occhio per occhio dente per dente", dla ichiarazione del vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli (Lega).
Stefano Bonaccini, candidato del centrosinistra alle regionali, condanna l'aggressione ai danni di Salvini, ma usa parole altrettanto dure contro lo stesso leader leghista. «Noto con grande dispiacere e stupore - attacca bonaccini, questa mattina a margine della cerimonia al cantiere della variante di valico col premier Matteo Renzi - che invece di fare campagna elettorale per discutere dei problemi e delle opportunità di questa splendida regione, ci sia chi è alla ricerca quotidiana di provocazioni e sensazionalismi». Insomma, critica bonaccini, «invece di entrare nel merito delle questioni, Salvini continua a provocare e non si rende conto che così facendo crea tensione». Poi, «ovviamente - aggiunge Bonaccini - condanno chi si rende protagonista di atti violenti che non dovrebbero appartenere a chi ha a cuore la democrazia e il rispetto altrui»
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