Crisi e illegalità, i due nemici da battere
Benini (Legacoop): il nostro modello dà opportunità di lavoro, ma bisogna colpire il sommerso e le false cooperative
Un congresso anticipato, date le dimissioni del presidente nazionale Giuliano Poletti, chiamato a far parte del governo Renzi. Ma soprattutto “il congresso del cambiamento vero”, come lo ha definito Andrea Benini. Alle prese con una crisi economica che non molla la presa e una riorganizzazione interna nient’affatto banale, Legacoop Ferrara si è data appuntamento ieri alla Casa del Popolo di Ravalle, luogo evocativo delle origini del movimento. Messaggio dell’assemblea è “la volontà di non arrendersi al declino”, assieme “all’impegno di resistere e lavorare per realizzare la cooperazione del futuro”.
La recessione ha colpito anche qui. Se rispetto al 2011 il fatturato aggregato delle aziende associate è rimasto nella sostanza stabile, la crescita del patrimonio netto si è bloccata dall’anno scorso e l’occupazione è in calo dal 2012. Anche se nell’ultimo quadriennio sono aumentati i soci sia nelle coop di consumo (+9,4%) sia in quelle sociali (+8,7%). “La cooperativa – sostiene Benini – è un modello imprenditoriale di riferimento per chi vuole costruirsi una opportunità di lavoro. Per questo motivo uno dei progetti di mandato è far evolvere lo sportello start-up”. Il settore vive tra l’altro una fase di ebollizione dagli angoli oscuri: quello delle cooperative irregolari e spurie. Il confermato presidente provinciale cita espressamente l’autotrasporto, il facchinaggio e la logistica: a Modena su 215 imprese attive, solo 14 sono iscritte alle associazioni di categoria, delle altre il 90% non è sottoposto a revisione e il 22% non deposita bilanci. “Non credo che la situazione da noi sia molto migliore”, dice Benini il quale contro sommerso, sfruttamento e infiltrazioni criminali chiede alla Provincia di riprendere l’Osservatorio sugli appalti e propone alla Camera di Commercio di attuare una campagna informativa.
Dopo la prima assemblea unitaria del 3 ottobre con Confcooperative e Agci, ora è il tempo della fusione con Modena. Nella sessione mattutina, tra i delegati sono serpeggiati alcuni timori. “Comprensibili – li definisce Benini – ma l’obiettivo comune è fare in modo che il nuovo soggetto non sguarnisca i territori, sia adeguato alle esigenze di rappresentanza, promozione e servizio delle cooperative e risponda ai loro bisogni nei limiti imposti dalle disponibilità effettive”. La delibera sull’integrazione è stata comunque approvata all’unanimità: la realtà unitaria che ne conseguirà si chiamerà con tutta probabilità Legacoop Estense, solo il primo passo verso “una dimensione più grande, insieme a Bologna e Imola, o addirittura regionale”.
Al congresso è intervenuto il neopresidente nazionale Mauro Lusetti. “Qui a Ferrara avete obiettivi coraggiosi”, ha riconosciuto, per poi soffermarsi sul fenomeno delle cooperative irregolari: “Non dobbiamo limitarci a rispettare la legge, serve una lotta chiara contro le false coop per proteggere la nostra reputazione. E stare attenti a quando utilizziamo realtà esterne, specie nella logistica. I media – ha proseguito Lusetti - non fanno tante differenze: è indispensabile recuperare la nostra distintività, ultimamente ci siamo un po’ opacizzati e omologati”.
L'assemblea, salutata dal vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto, ha eletto il comitato di presidenza. Oltre al presidente Benini e alla vice Patrizia Bertelli, ne fanno parte: Giovanni Alberi, Monica Artosi, Claudio Assirelli, Sante Baldini, Anna Baldoni, Patrizia Caniati, Mirco Dondi, Massimo Genari, Daniele Guzzinati, Patrizia Luciani, Alberto Ridolfi, Marco Simoni e Davide Sinigaglia. Congresso regionale il 26 a Bologna, nazionale a Roma a metà dicembre.
Fabio Terminali
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