«Non è previsto l’arrivo di migranti nell’ex ospedale»
Il sindaco di Tresigallo: soltanto pettegolezzi e illazioni La prefettura di Ferrara si è detta assolutamente estranea
TRESIGALLO. Solo illazioni e pettegolezzi, quelli che stanno circolando su «una presunta destinazione dell'edificio dell'ex ospedale Boeri a centro di accoglienza di cittadini extracomunitari, profughi e rifugiati». È catagorico il sindaco Dario Barbieri: «La notizia è assolutamente infondata». Il primo cittadino interviene così all’indomani della serie di voci circolanti in paese e dell’interrogazione presentata dai consiglieri della lista d’opposizione Domus Tua. «La prefettura di Ferrara - spiega il sindaco -, organo preposto ad organizzare eventuali interventi del genere, si è dichiarata "assolutamente estranea" rispetto alle presunte "voci" che danno questa notizia come veritiera. Con l'occasione mi preme attirare l'attenzione su un certo modo, discutibile, di fare politica e mi spiego: in vista delle elezioni regionali che ci interessano il 23 novembre, meglio spargere un po’ di rabbia e magari alimentare il risentimento verso gli extracomunitari (che paga sempre)». Ecco allora che Barbieri ha sentito «l'obbligo, proprio per contrastare questo modo inqualificabile di attizzare il disagio popolare, di precisare che se nessuno ( nè governo nè altre autorità) si permetterebbe di prendere una simile decisione senza confrontarsi con le istituzioni, con le forze politiche ed i cittadini, qualcuno invece non si fa alcuno scrupolo di utilizzare notizie palesemente infondate come strumento di affermazione politica». Dal sindaco, poi, un invito ai cittadini perché inizino «a distinguere tra vero e falso, magari rivolgendosi agli uffici del Comune, e ad astenersi dal ripetere informazioni incontrollate che, in alcuni casi, possono anche nuocere pesantemente. Mi riferisco, in questo ultimo passaggio, al chiacchiericcio indecoroso circolante nella nostra comunità circa l'apertura del nuovo supermercato: bastava chiedere o aspettare un po’ per vedere la ripresa dei lavori e la loro prossima definizione».
Purtroppo, rileva Barbieri, «i nuovi strumenti di comunicazione in rete, che dovevano divenire una garanzia di trasparenza sociale ed un supporto alla verità, sono invece diventati, secondo me per precisa scelta della parte più livorosa e rancorosa della società, uno strumento di calunnia, di dispregio, di diffamazione che non sembra conoscere remore morali quando diventa addirittura un mezzo di linciaggio».
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