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Nonni e madre iperprotettivi Cassazione annulla condanna

La Cassazione ha annullato la sentenza che condannava i nonni e la mamma di un bambino accusati di maltrattamenti. Il ragazzino - che nel frattempo è cresciuto, ha quasi 18 anni - non ha subito...

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La Cassazione ha annullato la sentenza che condannava i nonni e la mamma di un bambino accusati di maltrattamenti. Il ragazzino - che nel frattempo è cresciuto, ha quasi 18 anni - non ha subito violenze fisiche, ma sarebbe stato oggetto di eccessive premure, di un eccesso di protezione sconfinato in una costrizione psicologica, che aveva come obiettivo quello di tagliare fuori il padre dalla vita del ragazzino. Sulla base di queste accuse i nonni e la mamma erano stati giudicati colpevoli dal tribunale di Ferrara e poi dalla Corte d’appello di Bologna, che nel novembre 2013 aveva stabilito queste condanne: 3 anni e mezzo per il nonno, 3 anni per la nonna e 2 anni per la mamma; il tutto per azioni commesse tra il 2004 e il 2008.

Contro questa sentenza l’avvocato Dario Bolognesi ha presentato il ricorso per Cassazione, sostenendo davanti ai giudici della sesta sezione penale i motivi per i quali il verdetto andava annullato. Secondo il difensore l’impalcatura del processo era inficiata dal fatto che - nonostante le reiterate richieste - il ragazzino non sia mai stato ascoltato, e fare un processo senza la parte offesa costituisce una straordinarietà. Nelle motivazioni della condanna si asseriva poi che i nonni erano rimasti insensibili ai richiami degli assistenti sociali e dei giudici di cambiare il modello educativo e in barba a ciò aveva reiterato i loro comportamenti. Per l’avvocato Bolognesi questa motivazione è fuori luogo in quanto nel processo non si discuteva se erano stati o meno rispettati degli ordini, ma se vi erano stati o meno dei maltrattamenti e quindi se da parte dei nonni e dalla mamma vi fosse stato dolo consapevole (la volontà di danneggiare il ragazzino).

La motivazioni con cui la Cassazione ha annullato la sentenza saranno note nelle prossime settimane. Per adesso l’unica certezza è che si tornerà in appello. Se la Cassazione avesse confermato la condanna il nonno, che è stato condannato in via definitiva a 3 anni per maltrattamenti relativi al periodo 2000-2004, rischiava di finire in carcere.(m.p.)

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