La Nuova Ferrara

Ferrara

ferrara

Provincia, stipendi assicurati nel 2015

Provincia, stipendi assicurati nel 2015

Il presidente Tagliani: compensiamo con operazioni extra i tagli statali. Per molti dipendenti, però, il futuro è a rischio

3 MINUTI DI LETTURA





Nel 2015 non ci saranno problemi a pagare le 420 persone che restano in organico alla Provincia ed evitare il default. E questo nonostante i 6,7 milioni di euro di tagli ai trasferimenti statali previsti dalla legge di Stabilità, che lascia scoperte molte funzioni non più attribuite, a partire dall’1 gennaio, agli enti Provincia. Questa è la rassicurazione del presidente Tiziano Tagliani che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai dipendenti, circa metà del totale, riuniti ieri mattina in assemblea alla Sala Estense. I duecento diaframmi sono rimasti però bloccati a mezza altezza dal seguito del discorso di Tagliani: l’anno prossimo non ci saranno problemi ma solo perché i sindaci eletti nel nuovo consiglio provinciale si sono attivati per ottenere entrate straordinarie (un vero e proprio “pronto soccorso” che vede arrivare 1,8 milioni dall’Ami, 2,5 di ritorno dal Comune per l’Idrovia e 2,2 dalla vendita di Palazzo Strozzi), come tali non ripetibili .

Nel frattempo, sfruttando cioè quest’anno di passaggio, bisognerà trovare soluzioni definitive per funzioni, relativo personale e risorse, in esubero rispetto ai dipendenti che serviranno a coprire le funzioni residue (Tagliani non ha azzardato cifre, c’è chi li colloca attorno al centinaio di unità). Su tutti gli altri si abbattono appunto i tagli governativi, effetto, in sostanza, della discrasia tra legge Delrio di riforma delle Province e legge di Stabilità. La Delrio prevedeva, appunto, di mantenere negli enti riformati la gestione di strade, scuole superiori, protezione ambientale e alcune funzioni urbanistiche, per definire poi con un apposito decreto del Consiglio dei ministri a chi (Regioni, Comuni) affidare tutto il resto, con relative risorse per i dipendenti. Il Dpcm doveva uscire entro luglio ma non si è visto, in compenso è arrivata la legge di Stabilità «che ha definito - è il riassunto di Cristiano Zagatti, segretario delle Funzione pubblica Cgil - le risorse da assegnare alle quattro funzioni, lasciando nel limbo tutto il resto». Tra parentesi, il sottosegretario Delrio in un incontro a Piacenza ha detto sì che il governo non vuole lasciare a casa nessuno, ma anche che se le Regioni vorranno arricchire di funzioni le Province, dovranno metterci soldi loro. E tre giorni fa, nell’incontro tra i presidenti dei nuovi enti e la Regione ancora senza guida politica, è emerso che al momento soldi non ce ne sono e bisogna comunque aspettare le elezioni.

Alcune professionalità potrebbero essere assorbite dalle Unioni dei Comuni? Sì, ma in numero limitato, una ventina di unità nel giro di un paio d’anni. Restano solo i prepensionamenti, una quarantina quelli possibili nel biennio (ma Tagliani ha garantito che non sguarnirà i servizi, anche perché un posto prepensionato deve rimanere libero per 5 anni) e pensionamenti “naturali”, che sono in tutto un ventina. Per una bella fetta di dipendenti, insomma, l’orizzonte visibile non va oltre il 31 dicembre 2015, e diversi ieri mattina hanno dimostrato tutto lo sbalordimento, quasi l’incredulità, «ma sta succedendo davvero?», per questa situazione. Il presidente li ha rincuorati, «se lavoriamo bene tra bilancio e flessibilità, ce la facciamo».

L’assemblea si è sciolta con l’impegno di tavoli periodici di aggiornamento con i sindacati, nella speranza che il quadro si possa chiarire già nelle prossime settimane.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google