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«L’hashish viaggiava fra Milano e Ferrara»

«L’hashish viaggiava fra Milano e Ferrara»

La Squadra mobile ha individuato il “giro” che ruotava attorno ai Baluardi Dopo l’arresto di Marica Soci rientra in carcere Anis Karaui, era ai domiciliari

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Ci hanno impiegato mesi per circoscrivere il “giro” di droga e per accumulare le prove che hanno portato all’arresto, pochi giorni fa, di una bresciana di 25 anni, Marica Soci, e al rientro in carcere di Anis Karaui, tunisino di 28 anni. Ora entrambi sono in carcere e i poliziotti della Squadra mobile di Ferrara possono dichiarare che «i vicini di casa delle persone arrestate (zona via XX Settembre, ndr) oggi sono più tranquilli».

L’abitazione dove Karaui si trovava agli arresti domiciliari, infatti, presa in affitto dalla donna finita in cella era frequentata da un giro di «stranieri che a qualsiasi ora del giorno e della notte» disturbavano e commettevano «illeciti di varia natura».

L’indagine svolta dall’Antidroga ha seguito una pista che sui binari della droga collegava Ferrara con Milano e Brescia. La Squadra Mobile diretta dal vicequestore aggiunto Andrea Crucianelli ha dovuto ricostruire «una rete di spaccio di hashish che ruotava attorno alle Mura di via Baluardi, da tempo ritrovo di numerosi pusher tunisini che spacciano ai giovani consumatori locali». Un settore della città teatro dell’omicidio di Tarek Hamad, tunisino, vittima due anni fa di una spedizione punitiva che ha portato a numerose e dure condanne nei processi svolti a Ferrara contro i responsabili del delitto. In quella stessa zona operavano immigrati tunisini che si appoggiavano ad aiuti esterni, gruppi di connazionali provenienti da Brescia.

Marica Soci, dicono gli inquirenti, si era stabilita dalla città lombarda a Ferrara, dove prima di essere nuovamente arrestata, alla fine del mese scorso, aveva stabilito contatti con numerosi cittadini stranieri irregolari. Secondo la polizia, con Karaoui, detto “Rouge” o “Ìl rosso”, la Soci aveva una relazione sentimentale. Dopo un breve soggiorno in un condominio del Doro la donna aveva trovato una casa in affitto in via XX Settembre. I due erano tenuti d’occhio dall’Antidroga. Lo scorso settembre Karaoui era stato arrestato assieme ad un connazionale con l’accusa di aver detenuto a Milano un kilo di hashish «destinato - spiega la Squadra mobile - al mercato ferrarese». Sostanza con cui, sempre secondo la polizia, lo stesso Karaui approvvigionava la piazza estense con cadenza settimanale viaggiando in treno. La destinazione erano appunto le Mura cittadine. Il tribunale di Milano lo aveva condannato concedendogli gli arresti domiciliari presso l’abitazione della Soci, a Ferrara.

Proprio grazie all’arresto della donna, però, per Karaui era venuta a cessare la condizione grazie alla quale poteva godere dei domiciliari. Gli inquirenti ferraresi si sono quindi rivolti al giudice competente del tribunale di Milano per chiedere l’aggravamento della misura a carico di Karaui che è stata concessa il 6 novembre scorso. Il giorno dopo gli ispettori della sezione Antidroga hanno raggiunto il tunisino nella casa di via XX Settembre e lo hanno portato in carcere di Ferrara. Lui e la Soci devono scontare i residui di pena delle rispettive condanne pregresse (2 anni e 10 mesi per la Soci e 2 anni per Karaui).

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