Al Quirinale? Franceschini: è un gioco
Il ministro in tv da Fazio ha richiamato al senso della misura. E ha parlato delle prospettive della cultura in Italia
Ci sarebbe anche il nome di Dario Franceschini nel cassetto che il premier Renzi aprirà quando Giorgio Napolitano si dimetterà da presidente della Repubblica e si dovrà trovare un candidato, che oltre ai requisiti di base per salire al Quirinale, sia in grado di intercettare il necessario, trasversale consenso politico. Ma lo stesso ministro ferrarese, ieri sera intervistato da Fabio Fazio nella trasmissione ‘Che tempo che fa ’, ha liquidato tutto come «un gioco dei giornali, si divertiranno per 2/3mesi» e ha risposto facendo una domanda: «Come si fa a far nomi visti i presidenti di oggi e ieri, Napolitano, Ciampi? Occorre essere all’altezza di questi nomi e avere senso della misura». Poi, dopo la piccola parentesi di attualità sulla sua candidatura, nella lunga intervista nel programma di Rai Tre, Franceschini si è soffermato sulla politica culturale e turistica del nostro paese. Parlando di Pompei e del suo rilancio turistico, di Venezia e Colosseo e della proposta della copertura dell’Arena interna («Per cosa farci? Non per giocarci all’interno, a meno che non sia la Spal» ha ripetuto la battuta già conosciuta). Quindi tante parole sulla sfida dell’Expo: «E’ una vetrina per l’Italia, è quello che sono state le Olimpiadi per altre nazioni ospitanti: ho avuto in questi giorni contatti con cinesi che hanno detto di aver già venduto un milione di biglietti. Dovremmo noi italiani imparare a vedere l’Italia con gli occhi di chi vive all’estero, che vuole mangiare italiano, vestire moda italiana: quando mi avevano comunicato la nomina a ministro aveva detto subito che quello di cultura e turismo era il ministero economico più importante del paese».
Tornando però alle (presunte) dimissioni di Napolitano, indicate all’inizio del 2015, dopo l’annuncio nel discorso di fine anno, la nota diffusa ieri dal Quirinale non confermava nè smentiva. Anche se la nota lasciava intendere che il secondo mandato presidenziale - iniziato nell’aprile 2013 - non si protrarrà a lungo. Una parola della nota (straordinario), è la chiave di tutto: «Restano esclusiva responsabilità del Capo dello Stato il bilancio di questa fase di straordinario prolungamento, e di conseguenza le decisioni che riterrà di dover prendere. E delle quali come sempre offrirà ampia motivazione alle istituzioni, all'opinione pubblica, ai cittadini». Comunque, per Franceschini l’essere tra i potenziali candidati alla presidenza insieme a Prodi, Amato, Draghi, Veltroni , Grasso dà conto di quanto sia cresciuto il suo peso politico in questi anni. Che almeno ora sta benissimo dov’è al ministero della Cultura.
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