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«La morte di Willy tormenta il paese»

Da sempre i cittadini hanno avuto sospetti, qualcuno anche certezze. Nessuno però ha mai parlato

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GORO. Più che paura è angoscia. Le vecchie generazioni, che ben ricordano il giorno dell’omicidio (e quelli subito dopo), non hanno dormito per settimane, non hanno fatto uscire i loro figli ed hanno accuratamente evitato il “buio”. I giovani, invece e per fortuna, hanno voglia di fare luce sulla vicenda e vanno avanti con la giusta incoscienza, quella che porta a superare ostacoli che sembravano insormontabili fino al giorno prima. Ma l’aria resta tesa. Chi è stato? Chi ha ucciso Willy quella notte? E soprattutto, dove sono adesso gli assassini? Uno è morto, almeno è quello che si dice tra i tavolini del bar e sulla banchina del Porto. Soprattutto è quello che dicono i giornalisti che stanno in qualche modo scavando nelle complesse carte di questa triste vicenda. «Chi quella notte ha sentito urlare Willy in via Buozzi, non ha detto nulla - spiegano dalla piazza - Bocche cucite, ammesso che siano ancora in vita. Il paese è piccolo, la gente parla e i segreti qui hanno sempre avuto le gambe corte. Il problema è che non escono fuori dai nostri confini perché la voce che parla viene inevitabilmente individuata e potrebbe non avere vita facile». Ecco, quello della morte di Willy non è il tormento di una sola persona, di una sola famiglia, «ma di una comunità intera». Perché alla fine tutti hanno avuto ed hanno sospetti, mentre alcuni potrebbero anche avere la certezza, ben conoscendo chi potrebbe aver massacrato il corpo del 18enne, lasciandolo poi senza vestiti in un campo. «Ci siamo sempre chiesti perché non si sono sbarazzati del cadavere - continuano alcuni pescatori - Non è difficile qui a Goro considerato che chiunque ha una barca. O forse chi è stato faceva un altro mestiere. Può anche darsi che siano stati disturbati e che quindi ci sono altre persone coinvolte nella vicenda».(an.bo)

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