Centro Energia salvo per il 2015
Rinnovato l’inserimento nella lista degli impianti indispensabili
Una delle criticità emerse nelle scorse settimane al petrolchimico ha trovato soluzione addirittura prima dell’incontro del 18 novembre tra i sindacati, che avevano denunciato la cosa, e l’amministrazione comunale. Si tratta dei rischi che avrebbe corso la centrale a metano Centro energia Ferrara, con i suoi 24 dipendenti, in caso di esclusione dalla lista degli impianti essenziali per la rete energetica nazionale, mossa che era stata ventilata da Terna a partire dal 2015. Qualcosa nei giorni scorsi si è mosso, forse grazie al contatto tra l’amministratore delegato di Eon Italia (la multinazionale proprietaria dell’impianto assieme a Forster Wheeler) e lo stesso sindaco Tiziano Tagliani. Fatto sta che ieri è uscita la lista valida fino al 31 dicembre 2015, su decisione dell’Authority dell’energia, e il Centro energia Ferrara compare ancora, assieme agli altri 12 impianti, considerati indispensabili per il dispacciamento energetico. Pericolo scampato, insomma, perché se avesse perso la copertura di Terna, Cef sarebbe stata costretta a vendere sul mercato i 120 Mw di elettricità e vapore, incontrando difficoltà forse insormontabili. Se ne riparlerà l’anno prossimo, a questo punto.
Continua invece il bottae risposta tra Versalis e Filtcem Cgil sulla responsabilità delle fermate dell’impianto Decimo, a causa del mancato approvvigionamento di etilene da Marghera. «L’etilene non è fermo per problemi alle navi che lo portano da Priolo, dopo lo stop del cracking di Marghera, ma per via dello sciopero a singhiozzo proclamato dai sindacati lagunari» aveva affermato l’altro giorno V ersalis, smentendo le affermazioni della Filtcem. Ieri la replica sindacale: «Ribadiamo che il nostro comunicato del 6 novembre non è frutto di voci o di sentito dire, ma è nato a fronte di una dichiarazione ufficiale fatta dal responsabile delle risorse umane di Ferrara alla Rsu, il quale ha detto che la mancanza di etilene a Ferrara è dovuto al mancato attracco delle navi - si legge nella nota dei chimici Cgil - È lo stesso atteggiamento già messo in campo qualche anno fa (2007) quando i primi problemi del cracking lagunare si erano ripercossi sugli stabilimenti a valle. L’azienda in quell’occasione cercò di dire a tutti i lavoratori che era stata costretta a mettere il personale in Cig per “colpa” dei lavoratori di Marghera». Oggi il cracking viene chiuso, fa notare la Filtcem.
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