La città si mobilita per dare aiuto ad Anais
La 13enne, colpita da una rara forma tumorale, ha bisogno di sostegno Abita a Vercelli col padre, emigrato dalla città lagunare dove vivono i parenti
COMACCHIO. Una catena di solidarietà e Comacchio che si mobilita grazie al gruppo Facebook “Sostengono gli eroi: se il gioco si fa duro, è da giocare!”, che evoca il brano con cui Marco Mengoni ha vinto nel 2013 il Festival di San Remo, ha già raccolto in pochi giorni oltre 2mila adesioni, tutte in nome di una giusta causa, quella di Anais. Al rientro dalle vacanze estive trascorse a Porto Garibaldi con il papà Manuel ed i fratellini Gabriel (8 anni) e Mathias (2 anni), la piccola Anais di soli 13 anni, che vive a Vercelli, ha scoperto di essere affetta da una rarissima forma tumorale, chiamata pecoma, unico caso pediatrico in tutto il mondo. Dopo l’intervento chirurgico eseguito con successo a Novara, per la piccola sono cominciati i cicli di chemioterapia all’ospedale Regina Margherita di Torino.
«È vero che le cure sono gratuite – spiega la zia Bianca Luciani, la quale ha dato vita alla catena di solidarietà creando il gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/aiuta.anais/ - ma tutto quello che accompagna questa terribile malattia è molto costoso, fatto di viaggi con la bambina per visite, esami specialistici, perché mio cugino è ragazzo padre, che a fatica riesce con il suo stipendio ad acquistare i beni di prima necessità». Marinella Bellotti, nonna di Anais, tra i tanti comacchiesi partiti dalla nostra città negli anni ’60 verso i centri produttivi del nord, riconosce che «Anaìs è una ragazza sveglia, combattiva, intelligente ed è seguita da due psicologi per affrontare con la necessaria determinazione questo momento così brutto». Nei giorni scorsi la nonna ha acquistato una parrucca alla nipotina, che segue le lezioni via Skype con il computer donatole dalla scuola, non potendo stare in classe con i suoi compagni, «ma non la mette e preferisce tenere un foulard o una cuffia, anche se la cosa più pesante da accettare – prosegue nonna Marinella – è stata quella di trovarsi senza capelli». Infrangendo il muro della diffidenza, sono già tanti quelli che conoscendo Bianca, stimata cuoca comacchiese, hanno già aderito al suo appello attraverso il gruppo creato su Facebook, inviando piccole donazioni sul conto corrente intestato al papà di Anais, Manuel Corrain, programmatore informatico in attesa di conversione del contratto di lavoro a tempo indeterminato e dunque ancora non in grado di servirsi dei permessi della legge 104, riconosciuti ai lavoratori di ruolo.
«Non avrei mai immaginato tanta solidarietà – dice Bianca commossa -, ma sono le gocce che riempiono i vasi. Persino colleghi di lavoro, conoscenti di Comacchio hanno voluto dare anche 5, 10 euro perché mio cugino Manuel ne ha veramente bisogno, ma non ha il coraggio di chiedere ». Il numero di conto corrente intestato a Manuel è questo: Iban IT03N0760110000001022824856.
Katia Romagnoli
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