Il bisogno inespresso? Lo ritrovi nel Bag Design
Successo per la mostra delle borse progettate dal Laboratorio Unife Basic Design Tanta sostenibilità ambientale fino agli approfondimenti materico-tecnologici
Dopo il successo di affluenza all'inaugurazione avvenuta lunedì 27 in Palazzo Tassoni Estense, si è conclusa il 31 ottobre la mostra "Basic Sustainable Bag Design", dedicata ai progetti degli studenti del primo anno del Laboratorio di Basic design del Dipartimento di Architettura di Ferrara nell'anno accademico 2013/2014.
Il percorso che ha portato gli allievi al risultato della mostra, è partito da esercitazioni basiche per proseguire con lo studio del significato di sostenibilità ambientale, giungendo fino ad approfondimenti materico-tecnologici.
Ogni concept di borsa presentato si è dovuto attenere a una o più delle prescrizioni di seguito elencate.
Progettare oggetti che favoriscano uno stile di vita sostenibile. Progettare utilizzando materiali riciclabili o meglio ancora bio-compatibili, preferendo quelli autoctoni e certificati. Progettare utilizzando oggetti disponibili in gran quantità dal recupero obbligatorio o usando efficacemente sottoprodotti industriali. Riduzione degli sfridi e monomatericità. In caso di utilizzo di materiali di diversa origine, scelta di quelli che abbiano eguale durabilità, oltre a una facile disassemblabilità.
Progettare per una ridotta manutenzione, per una facile accessibilità alla stessa e per la riduzione della difettosità.
Progettare un secondo uso nobile una volta esaurito il primo. In fase di produzione pensare alla riduzione delle emissioni nocive o meglio usare energia rinnovabile. Riduzione del packaging e del materiale a latere, riduzione dei pesi e dei volumi per il trasporto e lo stoccaggio. Progettare kit di autocostruzione. Data la peculiarità del compito da svolgere (brief), dei possibili materiali utilizzabili e delle capacità infografiche ancora in formazione; l'attività progettuale è stata organizzata in una sorta di reverse engineering artigianale ma efficace. Piuttosto che tanti disegni di studio, gli studenti sono partiti subito realizzando modelli in scala in carta, cartoncino o tovaglie plastificate per sbozzare la forma. Una volta inquadrato il problema, hanno proseguito sperimentando in scala al vero i più svariati materiali planari: tessuti naturali, gomme, sughero, linoleum, moquette, pvc bottonato, rigato ecc. per valutare empiricamente la resistenza dei materiali alla piega, al carico e le migliori soluzioni d'incastro. I lavori esposti sono stati suddivisi in due macro categorie.
Una prima categoria di progetti ha seguito un brief che ha previsto il volume della borsa ricavato dal taglio di un unico materiale piano, piegato e assemblato a incastro, senza cuciture, bottoni o cerniere. Ha dato il suo contributo a questa esperienza progettuale 3AG, giovane marchio di borse "made in Italy" nato in provincia di Ferrara. Una seconda categoria di elaborati ha sperimentato invece forme inconsuete basate sull'individuazione dei bisogni inespressi dei possibili utenti, avendo però sempre presente la sostenibilità ambientale del progetto.
A margine dell'esposizione una serie di pannelli dedicati a un'originale esercitazione sul pattern design, dove gli studenti hanno potuto cimentarsi nel ricostruire gli stilemi grafici dei decenni'50-'80. Alcuni dei pattern elaborati sono stati utilizzati come merchandising della mostra. Nel Laboratorio le lezioni sui materiali sono state tenute dalla docente Maddalena Coccagna. Tutor è stato il Gianluca Gimini.
Jacopo Piccione
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