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Piano ricostruzione Opposizioni perplesse da alcune soluzioni

Piano ricostruzione Opposizioni perplesse da alcune soluzioni

Disaccordo sull’opportunità di acquistare Casa Pannini e sul futuro disegnato per l’area dell’ex cinema Astra

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CENTO. Secco no di Noi Che e Lega Nord, astenuti Forza Italia e Per le frazioni, alla terza tranche del primo stralcio del Piano della ricostruzione. La discussione nell’ultima seduta del consiglio è stata occasione, per le minoranze di centrodestra e civiche, per evidenziare punti ritenuti critici e politicamente non condivisibili.

Primo fronte di disaccordo, Casa Pannini. Per Magagna (Lega) «un immobile troppo costoso e un'operazione che non ha senso, visto che l'amministrazione intende recuperare la sede storica del municipio. Entrambi, un doppione».

Per Mattarelli (Noi Che) nel Piano «non traspare una visone per il futuro della città. Le nuove zone verdi sono ampliamente inferiori ai nuovi insedianti». E parlando della cessione della area Luigi Tenco, «attualmente trasformabile in zona verde, ma ceduta per fini residenziali e per far cassa al fine di finanziare l'acquisto di Casa Pannini». Nella terza tranche infatti, è posto il vincolo preordinato all'esproprio di Casa Pannini: «Scopo dell'amministrazione Lodi – evidenzia Mattarelli – acquistare l'immobile con soldi pubblici dalla società Sia Srl per 850 mila euro con la motivazione “di acquisire un immobile di notevole interesse artistico”. Un'operazione immorale, sia la sua inutilità, sia per il momento storico di grande sofferenza per tutti, sia per la società venditrice».

Secondo punto ritenuto non condivisibile, il futuro dell'ex cinema Astra, dove i due capigruppo Magagna e Mattarelli avrebbero auspicato la realizzazione di «un parco verde nel cuore della città, piuttosto che l'apertura di un nuovo centro commerciale, seppur di piccole dimensioni». Secondo Mattarelli (Noi Che) poi, nel Piano si trova «la logica di fondo è quella del vecchio Prg, dove si prevedono nuovi insediamenti. Si concede qualcosa a qualcuno e si punta sulla espansione di zone fabbricabili (quali via del Pioppo, Santa Liberata, via Galvani) senza che si intravveda la logica della ricostruzione post sisma».

Un richiamo politico anche da Fausto Pareschi (Per le Frazione): «Nelle aree votate a divenire edificabili inserite nel Piano individuate, vedo poco più di una variante al Prg, ovvero un concetto vecchio di fare una pianificazione urbanistica. Una sola innovazione, il contributo di solidarietà, ma avrei preferito vedere aspetti volti a rendere questa città più congrua ed efficiente, come riduzione dei costi della vita, minor consumo energetico, rispetto della qualità di aria e suolo, e scarichi adeguati». (b.b.)

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