Stop al turismo procreativo
Il prof. Marci (Unife): «Legge 40 restrittiva, ma siamo a una svolta»
«Potremmo essere a un punto di svolta, è davvero arrivato il momento di dire basta al "turismo procreativo" per intraprendere un percorso di procreazione assistita». A dirlo è Roberto Marci, professore associato di ginecologia ed ostetricia del dipartimento di morfologia, chirurgia e medicina sperimentale dell'Università di Ferrara. La città estense venerdì scorso ha ospitato "Nuove frontiere della medicina di riproduzione", un workshop svoltosi all’Hotel Ferrara al quale hanno partecipato i maggiori esponenti di riproduzione medicalmente assistita ed endometriosi provenienti da diverse parti d'Italia. L'evento, organizzato e presieduto da Marci, si è concentrato sulla fisiopatologia della riproduzione umana e ha trattato anche della fecondazione eterologa. Diviso in diverse sessioni specifiche, il workshop ha approfondito tematiche come la stimolazione ovarica personalizzata, il binomio sterilità-endometriosi e le nuove frontiere nella medicina della riproduzione.
«In Italia - spiega Marci - non abbiamo ancora una banca del seme o degli ovociti, realtà presente invece in molti Paesi europei. Numerose coppie italiane scelgono di partire per la Spagna o per la Grecia per tentare di dare alla luce un bambino e penso che questa possibilità dovrebbe essere concessa anche nel nostro Paese». L’ importante convegno è servito a far luce su un'altra vicenda controversa del nostro Paese: molte strutture ospedaliere pubbliche sarebbero pronte a intraprendere questo percorso ma senza la Banca, tassello fondamentale nella filiera, tutto si complica. «E' un argomento molto delicato e la legge 40, legge molto restrittiva e piena di contraddizioni, non ha certo facilitato le cose. Credo però - conclude Marci - che negli ultimi mesi si siano fatti veri e propri passi avanti verso la procreazione assistita: noi siamo pronti a cominciare».
Samuele Govoni
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