Vigilantes: a pagare sono i residenti
La proposta approvata sabato da un condominio, altri in lista. Scelta la società I contrari: perché dobbiamo spendere soldi per la sicurezza? Ci sono già le tasse
La sicurezza nella zona di piazzetta Castellina affidata ad un’agenzia privata? È quanto stanno discutendo i residenti dei condomini tra via Cassoli, via Ticchioni e e la piazzetta. Il caso è esploso sabato mattina, all’assemblea del condominio di via Cassoli convocata dall’amministratore Matteo Marone, alla presenza di un rappresentante della società specializzata Top Secret, che aveva all’ordine del giorno proprio l’affidamento ai privati di compiti di vigilanza notturna, attraverso ronde con telecamere mobili (le fisse saranno discusse più avanti), segnalazioni alle forze dell’ordine, “scorte” sotto casa di persone che si sentono a disagio. Il servizio sarà pagato dai residenti, 7-12 euro a famiglia al mese, per cercare di contrastare la presenza di spacciatori e prostitute, ma anche gli atti di vandalismo e danneggiamenti che sono stati lamentati anche di recente. La discussione è stata piuttosto vivace poiché la grande maggioranza dei presenti si è schierata in favore del progetto, approvandolo, ma ci sono state anche opposizioni.
Uno degli inquilini contrari a questa soluzione ha postato su Fb la sua insoddisfazione, «hanno deciso di pagare una società di sicurezza per controllare la zona di via Cassoli, piazzetta Castellina e via Ticchioni (...) Ma perché devo pagare qualcuno per la mia sicurezza, visto che pago le mie tasse come chi abita in centro, anzi forse di più, e visto che il Comune dovrebbe prendere più seriamente il problema Gad?». Il post è stato variamente ripreso e commentato, oltre che ripubblicato sulla pagina dell’associazione Ferrara Zona Stadio, «speriamo davvero che funzioni, anzi ho l’intenzione di d’informarmi per proporre la cosa anche al nostro amministratore alla prossima riunione di condominio». Insomma, c’è la possibilità concreta che la via privata alla sicurezza nella zona Gad diventi la norma, anche se ovviamente bisogna confrontarsi con la questione dei costi. Di sicuro, l’esperimento di via Cassoli promette di diventare un banco di prova, anche per tastare il polso sull’argomento dell’amministrazione comunale e delle stesse forze dell’ordine.
In realtà c’è chi è disposto ad ammettere, nel quartiere, che la situazione sicurezza sia migliorata da qualche mese a questa parte, grazie in particolare ai passaggi più frequenti di Polizia e Carabinieri: presenza di spacciatori diradata, attività di prostituzione meno intensa. L’opinione della maggioranza dei residenti, però, sembra coincidere con quella dell’autore del cartello apparso alla fine dell’estate scorsa su una vetrina sotto i portici di piazzale Castellina, che esprimeva, attraverso una bruciante ironia, tutta l’esasperazione contro «i signori magnaccia»,«le signore zingare» e «i signori fatti o in attesa di farsi», invitandoli a cercarsi «un luogo più consono e pulito».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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